MOSTRE

Fabrizio Borelli: Confine # 1

Dove: Evasioni Art Studio

Quando: 25 febbraio - 4 marzo 2017

Sabato 25 febbraio alle ore 18.00 si inaugura la mostra fotografica di Fabrizio Borelli: Confine # 1, a cura di Barbara Martusciello presso Evasioni Art Studio in Via dei Delfini 23 a Roma.

Fabrizio Borelli ha alle spalle una ricerca nel campo della restituzione visiva della realtà che ha portato avanti, attraverso il linguaggio video e fotografico, per decenni; l’esperienza professionale con registi tra cui Scola, Tarkovskij, Comencini, Corbucci, Olmi e Giovanna Gagliardo ha allargato i suoi orizzonti e quella in ambito televisivo gli ha permesso di affinare la sua già naturale sensibilità reportistica e il dono della sintesi. Con la personale Confine # 1 è in mostra un ciclo in bianco e nero realizzato nell’autunno del 1979 quando il Centro Sociale Primavalle e l’ex Ospedale Psichiatrico di Santa Maria della Pietà, entrambi a Roma, accogliendo la rivoluzione portata da Franco Basaglia e le direttive della legge 180 organizzarono una manifestazione per guidare i ricoverati degli ospedali psichiatrici e gli esclusi verso la conquista e il recupero dell’autonomia e della responsabilità personale, lontano dai trattamenti repressivi o contenitivi. Fabrizio Borelli era lì a testimoniare tale iniziativa titolata Uomini e recinti che, egli ricorda “la messa in scena delle esistenze dei ricoverati attraverso visite, azioni, happenings da loro interpretati in una sorta di pellegrinaggio nel territorio romano. Al mattatoio, allo zoo, tra le rovine archeologiche, nelle borgate, nelle piazze del Centro Storico capitolino e alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna si tentava di raffigurare e tracciare un percorso immaginario della riabilitazione, in cui gli ospiti delle ex strutture psichiatriche portavano con loro gli strumenti di coercizione come il letto di contenzione, la camicia di forza, l’elettroshock rendendo tutto manifesto al mondo di fuori. Nelle immagini di Confine # 1 Borelli a questo dato – una sorta di reportage suo peculiare – sovrappone la propria peculiare visione, la propria sensibilità, la sua cultura contaminata e quella fotografica restituendo fotografie potenti e con uno svolgimento sentimentale. Così, donne e uomini attraversano nelle foto, come attraversarono nella vita, una città ancora sospettosa o indifferente, animandola e rendendola consapevole. Riuscendo a portare e a farci vedere la luce in quell’ombra a cui si riferiscono i versi di Paul Celan («Dice verità chi dice ombra»).

Una seconda mostra, con una ulteriore selezione di opere del ciclo Confine # 1, pure curata da B. Martusciello, si inaugura giovedì 2 marzo alle ore 20.00 nell’ambito di Electtronic Art Cafè a cura di Umberto Scrocca da Camponeschi in Piazza Farnese 50/50° a Roma.

Info
Fabrizio Borelli: Confine # 1

Mostra fotografica a cura di Barbara Martusciello
Testi: della curatrice; di Filippo Di Giacomo

Inaugurazione: sabato 25 febbraio ore 18.00
Dal 25 febbraio al 4 marzo 2017

Evasioni Art Studio
Via dei Delfini 23, Roma
Dal lunedì al venerdì 11.00-13.00 e 16.30-19.00; sabato 11.00-13.00 e 16.30-19.30
Contatti: s.aeva@libero.it tel. 06 45422513
Ingresso gratuito

Inaugurazione: 2 marzo ore 20.00 nell’ambito di Electtronic Art Cafè - Camponeschi, Piazza Farnese, 50/50a, Roma
Ingresso gratuito

Evento face book: https://www.facebook.com/events/1813945798870683/


ArtPARMA Fair

Dove: Fiera di Parma

Quando: 25/02 - 05/03

Art Parma Fair, un vero e proprio viaggio nelle molteplici tendenze dell’Arte moderna e contemporanea che dopo il successo dell’edizione autunnale svoltasi ad ottobre, riporta la città emiliana ad essere centro di gravità delle più autorevoli correnti della pittura, del design, della fotografia, delle arti grafiche e scultoree.
Con più di 70 espositori, la 6ª edizione di Art Parma Fair sarà ospitata da Fiere di Parma presso il Padiglione 7 di viale delle Esposizioni 393a in concomitanza con la tradizionale rassegna Mercanteinfiera in due week-end consecutivi: sabato 25 e domenica 26 febbraio con apertura a partire dalle 10.00 alle 19.00 e ancora da venerdì 3 a domenica 5 marzo con ingresso nei medesimi orari.
Un intero padiglione di uno dei principali quartieri fieristici di tutto il Centro-Nord Italia, diventerà per 5 giorni il Quartiere dell’Arte. Molto più, dunque, di una mostra-mercato di Gallerie, ma una ragionata e analitica vetrina di tutte le correnti artistiche più influenti o emergenti – dal Futurismo all’Astrattismo e Metafisica, dalla Pop Art all’Informale sino all’Arte concettuale - con un focus speciale posto proprio sulle ultime tendenze e sugli artisti che meglio le rappresentano. Il tutto senza mai perdere di vista e dimenticare l’importanza dell’Arte in senso tradizionale.

ArtParma Fair è un importante momento di scambio e di confronto tra galleristi e pubblico, un appuntamento per i collezionisti alla ricerca dell’opera su cui fare investimento, un’occasione per esperti del settore alla ricerca di nuovi talenti.
Talenti che saranno presenti nella sezione Contemporary Art Talent Show, il progetto di Arte Accessibile Under 5000 di Nord Est Fair, riservato a gallerie, associazioni, artisti indipendenti e collettivi che presentino opere d'arte dal costo inferiore ai 5000 euro.
Contemporary Art Talent Show è un'immensa opportunità per tutti gli artisti emergenti che ambiscono a entrare e affermarsi nel mercato dell'arte. Non è necessario avere un grande spazio per promuovere la propria arte, bastano pochi metri ma nel contesto giusto. Nell'ottica di rendere accessibile anche nel prezzo la partecipazione in fiera, gli ambienti del Contemporary Art Talent Show sono pensati in modo da offrire grandi capacità espositive anche in spazi di piccole dimensioni, quindi alla portata di tutte le tasche, ma in un contesto di assoluto rilievo.

In più, Art Parma Fair propone anche in questa 6ª edizione una variegata ed esaustiva panoramica di eventi collaterali, un’occasione per investire su talento e creatività e dare corpo a un collezionismo colto e sofisticato, per porre sotto la lente d’ingrandimento modi nuovi di fare arte, soluzioni innovative e installazioni inconsuete.



La segreteria organizzativa rimane a Vostra completa disposizione per qualsiasi informazione.
La invitiamo a visitare il nostro sito internet www.artparmafair.it

Nord Est Fair
Segreteria organizzativa
Via Andrea Costa, 19 - 35124 Padova
Tel. 049 8800305- Fax. 049 8800944
giulia@fierenef.com
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Tempo

Dove: Roma

Quando: Dal 1 al 14 Febbraio 2017

Esposizioni di Arte Contemporanea
COLLETTIVA: Tempo
ARTISTI: Apotheke - Sambiagio - Stefano Avolio - Angela Esposito - Alessandro Haag - Maria Anna Haag - Maria Carla Mancinelli - Fernando Della Posta - Remo Suprani - Erasmo Salsano
PERSONALE: Romeo Albini Calvano “Dammi…Tempo”
A CURA DI: Sonia Mazzoli e Silvia Cicio
READING POETICO a cura di: Maria Letizia Avato e Marco Belocchi
POETI: Vinicio Butò - Alessandra Carnovale - Mel Carrara - Tiziana Colusso - Davide Cortese - Francesco De Girolamo - Alessandra De Leoni - Fernando Della Posta - Stefania Di Lino - Angela Donatelli - Renato Fiorito - Maurizio Mazzurco - Marisa Muzi - Lorenzo Pompeo - Luciana Raggi - Maria Letizia Avato e Marco Belocchi .
DOVE: GARD Galleria Arte Roma Design - V. Dei Conciatori 3/i (giardino interno) M Piramide
INAUGURAZIONE: Mercoledì 1Febbraio - dalle ore 19.00 - 22.00
DURATA : Dal 1 al 14 Febbraio 2017
ORARI: Dalle 16.30 alle 19.00 - dal lunedì - al venerdì - ( altri giorni e orari su appuntamento)
INGRESSO: libero - Infotel: +39 340.3884778 - Infomail: soniagard@gmail.com
La Galleria GARD apre il 2017 presentando la I° edizione della mostra TEMPO, esposizione di Arte Contemporanea, che ospiterà le opere di dieci artisti: Apotheke - Sambiagio - Stefano Avolio - Angela Esposito - Alessandro Haag - Maria Anna Haag - Maria Carla Mancinelli - Fernando Della Posta - Remo Suprani - Erasmo Salsano, diversi per genere , stile e tecniche utilizzate, uniti dal tema trattato, il Tempo, nella sua vastità e complessità. Tempo inteso come il trascorrere degli eventi e delle ore, scandito dalle lancette di un orologio. Tempo inteso come cura di ogni ferita del corpo e della mente. Tempo inteso come cambiamento, visibile sia nei tratti di un volto sia nel colore delle foglie di un albero. Tempo inteso come necessità ma anche come paura di non averne mai abbastanza per dedicarci a noi stessi e a ciò che amiamo. Tempo inteso come trasformazione di tutto ciò che ci circonda. In contemporanea in una delle sale della Galleria sarà presentata, l’esposizione personale di Romeo Albini Calvano, dal titolo “ DAMMI…TEMPO”. Romeo Albini Calvano, nasce a Benevento nel 75. Dopo aver frequenta il Liceo Artistico, inizia a lavorare come animatore nei villaggi turistici, dove si occupa di scenografia e teatro, nel 2000 si trasferisce a Roma per dedicarsi alle sue due passioni artistiche, Teatro e Pittura. La sua Arte è un susseguirsi di sperimentazioni, la ricerca di materiali vari e spesso di recupero caratterizza il suo lavoro, osservando le opere sembra di entrare in un mondo alternativo, fantastico, scenico. I suoi soggetti sono personaggi curiosi, espressivi, a volte anche un po’ inquietanti, ma fondamentalmente giocosi, corpi incompleti. Spesso interviene sulle sue opere con ago e filo… tagliando e ricucendo opere su supporti in tela o in juta, questo procedimento diventa la sua caratteristica o tecnica personale, tra le righe si percepisce un’atmosfera teatrale e una sospensione temporale. Come nasce l’idea del tema TEMPO? …… Le buone idee sono contagiose. Tre anni fa nasceva il progetto d’Arte Porte: mostra d’arte che vedeva la realizzazione di foto e pittura attorno al tema, fortemente simbolico, della porta. La mostra, curata da Sonia Mazzoli, diede il là alla realizzazione di un’antologia poetica, 27 poesie tutte a tema. L’antologia Porte, a sua volta, diede l’impulso a una seconda antologia con altra tematica, si scelse TEMPO. E come un novello pifferaio magico, il tema è diventato lo spunto per la mostra d’Arte, infatti in occasione dell’inaugurazione della mostra si terrà un reading poetico dedicato all’imminente uscita dell’antologia TEMPO (edizioni Progetto Cultura)

Artisti esponenti:
Romeo Albini : Nasce a Benevento il 21 - 4 - 75. Si appassiona sin da piccolo alle Arti Applicate in particolare alla Pittura. Dopo aver frequenta il Liceo Artistico di Benevento, inizia a lavorare come animatore nei villaggi turistici, dove si occupa prevalentemente di scenografia e teatro, nel 2000 si trasferisce a Roma per dedicarsi alle sue due passioni artistiche, Teatro e Pittura. Insegna teatro nelle scuole materne ed elementari e con diverse compagnie, realizza spettacoli esclusivamente dedicati ai bambini. La sua Arte è un susseguirsi di sperimentazioni, dedicando sempre una particolare attenzione ai molti materiali utilizzabili, raggiungendo così una sua tecnica personale. Le sue opere sono state presentate in occasione di Esposizioni Collettive in diversi paesi d’Italia, una sola esposizione personale nel 2005 a Fiuggi.
Maria Chiara D’Apote : Nasce a Roma nel 64. Nome d’Arte Apotheke, si occupa di Poesia, Pittura, Teatro e Pedagogia. Dal 2008 al 2014 frequenta lo studio della pittrice Rosa Madonna presente in esposizioni a Roma e New York, dove si forma artisticamente, perfezionando e sperimentando diverse tecniche pittoriche. Ha fatto esposizioni personali e collettive, una delle ultime alla Galleria La Pigna.
Maria Letizia Avato - In arte Sambiagio comincia la sua attività artistica a 13 anni quando, come un gioco, collabora con una casa editrice di fumetti romana, per la colorazione delle tavole. Predilige da subito il disegno grafico e si esercita con impegno certosino nella riproduzione delle illustrazioni della Bibbia di Gustave Doré, sino a sviluppare una sua personale tecnica che finalizza alla creazione di disegni a china in formati medio/grandi. Le tematiche sono prevalentemente ispirate al sogno e al surreale. Alcuni fra i suoi maestri ispiratori sono Magritte, Escher, Man Ray, cui si aggiungono Ansel Adams, Elliott Erwitt e lo stesso Man Ray per la fotografia che rappresenta un altro dei suoi interessi artistici maggiori. Negli anni ottanta frequenta il corso di disegno presso l’Accademia di San Luca a Roma ed espone nel medesimo periodo sia i propri disegni che le fotografie. Negli anni novanta rallenta la propria attività di disegnatrice per dedicare maggiore attenzione alla scrittura. Partecipa a numerosi concorsi letterari ottenendo discreti riconoscimenti con la pubblicazione dei suoi racconti e di alcune poesie in antologie. Nel 2008 pubblica il suo primo libro Incontri, una raccolta di 18 racconti brevi e nel 2012 il suo secondo libro Confini Mutevoli che partecipa alla fiera del libro di Roma 2012. Ha ripreso l’attività artistica nel corso del 2012/2013, avviando un nuovo progetto cui è stato dato il nome Pimpopera, elaborazione dada-kitsch dei cloni delle opere classiche (le meglio note statue souvenir in vendita presso gli ambulanti e i negozi del centro romano) cui conferisce, con deferenza e irriverenza, nuovo volto e significato.
Stefano Avolio: Fotografo amatoriale, nasce a Rieti nel 1970 ma vive e matura la sua sensibilità in Calabria, a Cetraro, fino all'età degli studi universitari. Si laurea in ingegneria a Bologna nel 1994 e dal 1996 si stabilisce a Roma. Viaggia per lavoro e per passione in varie città in Italia e all'estero misurandosi con realtà diverse che lo hanno aiutato a mettere a fuoco le differenze culturali e di valori che contraddistinguono le varie parti d'Italia e del mondo. Da sempre affascinato dalla fotografia, fin dalle prime foto scattate negli anni 80 con una vecchia Zenith 3E russa, ha amplificato il suo interesse con la rivoluzione fotografica digitale. Pubblica le sue opere su vari siti internet (flickr, 1x) e partecipa a contest fotografici sul web a seguito di uno dei quali, a febbraio 2016, è premiato dall'edizione online di"ImagingResource". Predilige la streetphotography e più in generale gli scorci urbani, ma non disdegna di sperimentare nuove tecniche e di misurarsi con varie tipologie di soggetti.
Angela Esposito: Nasce a Napoli, dove si laurea in matematica. Per lavoro, si trasferisce a Como dove inizia il suo percorso artistico. Le prime opere sono prevalentemente acquerelli di impostazione steineriana .A Roma, dove si stabilisce in seguito, sperimenta linguaggi artistici diversi, in cui continua ad alternare le produzioni pittoriche e poetiche. I suoi lavori, infatti, sono spesso accompagnati da testi poetici che fanno eco alle immagini. Si muove fra stili espressivi diversi, alla ricerca di armonie compositive. Mondo interiore e osservazione del reale, materia e risonanze. Colore, chiaroscuri, immagini che si integrano nello sforzo della dialettica espressiva.
Alessandro Haag: Le fotografie sono per lui immagini di si vuol far tesoro nella nostra memoria! Esse riflettono dove eravamo in un dato momento nel tempo e possono evocare profonde emozioni e reazioni totalmente differenti a coloro che le guardano. Alessandro Haag, un ragazzo italo-svizzero nato Roma e dove tuttora vive, lavorando nel campo dell'informatica. Si reputo una persona solare, sportiva e ha tanti hobby, ma la cosa che gli piace fare di più è andare in giro per il mondo e scoprire dal vivo nuove culture, conoscere la gente del posto e catturare le bellezze della loro terra! Questo gli dà l'occasione di portare con se tante immagini, che immortala sempre molto volentieri con la sua amata reflex. In viaggio non si può non portarla... Amante della fotografia, per lui fotografare non è un lavoro ma una passione che ha e che è sbocciata all'improvviso, come quando ci si innamora! Sempre affascinato da questo mondo infinitamente creativo e sempre vivo!
Maria Anna Haag: Nasce a Roma dove vive e lavora, ha 39 anni. Cresciuta con il mito della Leica di suo padre, dal quale ha ereditato la passione per la fotografia e per i viaggi. Ha frequentato corsi di fotografia e scatta attualmente con una reflex Nikon D90

Maria Carla Mancinelli: Nasce a Roma, dove vive e lavora. Realizza opere riciclando materiali di scarto, come stoffe, legno, ferro, carta, gomma, organizzandoli su supporti anch’essi prevalentemente di recupero. Da anni segue un percorso personale sui paesaggi urbani immaginari, dapprima producendo una lunga serie ispirata alle “città invisibili” di Italo Calvino e recentemente una nuova serie di opere dal titolo “L’interferenza del divino”, paesaggi immersi in una atmosfera trascendente percorsa da squarci di luce. Ha partecipato a diverse mostre personali e collettive.
Fernando Della Posta : Nato nel 1984 a Pontecorvo in provincia di Frosinone, è laureato in Scienze Statistiche, vive a Roma e lavora nel settore informatico tra Roma e Milano. Si interessa da sempre di poesia e fotografia. Tra i tantissimi riconoscimenti letterari ottenuti nel 2016 vince il concorso “Stratificazioni: Arte-fatti Contemporanei” del festival di Bologna in Lettere nella sezione B poesia inedita. Numerosi sono i suoi interventi critici e le sue sillogi reperibili su diversi blog come Neobar, di cui è redattore, Words Social Forum, Viadellebelledonne, Poetarum Silva e Il Giardino dei Poeti. Nel 2011 ha pubblicato la raccolta di poesie “L’anno, la notte, il viaggio” per Progetto Cultura e nel 2015 "Gli aloni del vapore d'Inverno" per Divinafollia Edizioni. La sua pagina flickr di fotagrafia è https://www.flickr.com/photos/115441383@N02/.
Remo Suprani: Nasce nel 1965 a Ravenna. Diplomato al Liceo Artistico della sua città, espone per la prima volta negli anni novanta. Inizialmente il suo estro creativo interviene in prevalenza su legni e metalli, creando le " Sculture da Appendere " ; successivamente la ricerca sulle tecniche per il trattamento delle superfici metalliche lo porterà a creare sculture pure, che guardano verso il design. In seguito affianca a questa ricerca un' intensa attività pittorica; severo critico di se stesso, alieno dall' inseguire mode e frenesie del momento, ricerca quella dimensione a misura d' uomo che traspare dai suoi lavori, siano essi "Paesaggi Industriali" o " Paesaggi Umani", "Alberi" o "Rovine" : in tutti la luce, la forma ed il colore si rivelano in immagini essenziali e dialettiche. Attualmente risultano al suo attivo numerose esposizioni in istituzioni pubbliche e gallerie private, e partecipazioni a premi e concorsi nazionali con buon successo di critica . Vive e lavora a Ravenna. www.remosuprani.com
Erasmo Salsano : Nasce a Cava de Tirreni nel giugno del 65, già dall’infanzia opera in giochi di ingegno-creativi con il papà costruttore ed il nonno Artigiano. Contemporaneamente agli studi professionali, lavora un laboratorio di ceramica artigianale, li sperimenta le prime modellazioni. Prosegue realizzando oggetti in pelle e cuoio cuciti a stringa. Conclusi gli studi comincia a lavorare nel settore dell’abbigliamento, inizialmente come tagliatore e poi come modellista, utilizzando la tecnologia cad e cam, accompagna creazioni di abbigliamento particolare. Decide dopo qualche anno di trasferirsi nel Parco Nazionale del Cilento per condurre una vita rurale, inizia così una serie di attività eco compatibili, come la lavorazione del legno, il restauro del mobile antico, accompagnando il tutto con auto sostenimento agricolo, in questo periodo nasce un amore per l’ Ulivo, questo legno secolare, con nodi e venature meravigliose, lo affascina, comincia così a scolpire creando opere uniche, ma anche oggetti di comune uso quotidiano.
Cenni Storici - Galleria Arte Roma Design:
Nasce nel 1995, con la funzione di editore, promotore, produttore e distributore di Arte e Design Autoprodotto. Nel tempo le sono stati riconosciuti contenuti di particolare creatività e fantasia sia da Istituzioni Pubbliche sia dai media che hanno seguito sempre con grande interesse l’evoluzione della Galleria diventata un importante punto nevralgico per gli artisti emergenti, un punto di raccordo e sperimentazione. Negli anni, numerosi personaggi del mondo della pittura, del design, della poesia, del teatro e del cinema, si sono avvicinati alla Galleria collaborando con il suo staff in numerose iniziative. Dal 1997 GARD sceglie come ubicazione uno spazio di 600 mq. tra il Gazometro e la Piramide Cestia, ex zona industriale del vecchio porto fluviale di Roma; spazio multifunzionale che si presta periodicamente per esposizioni ed eventi di arte, design e cultura, affiancando attività di promozione a laboratori creativi dedicati alla manualità, dedicando una specifica attenzione alla sperimentazione di nuovi linguaggi artistici e all’utilizzo di materiali di recupero e riciclo. Il 20 ottobre 2011 la Galleria viene coinvolta nell’alluvione di Roma ed è costretta a chiudere. Ci vogliono tre anni per poter bonificare e riqualificare i locali, tamponare e far fronte ai molti danni, viene fatto un progetto e un intervento di riduzione spazi e nuova destinazione d’uso di alcune aree. GARD, ha saputo tuttavia far fronte, specie in questi ultimi anni, agli innumerevoli problemi insorti con la solita volontà e grinta che l’anno sempre contraddistinta.

Ufficio Stampa - Silvia Cicio


Luca Bidoli / Giuseppe Biguzzi

Dove: Galleria Marconi Cupra M.ma

Quando: 15/01/2017

La Galleria Marconi di Cupra Marittima domenica 15 gennaio alle 18.00 presenta Alterità, doppia personale, a cura di Valentina Falcioni, che propone le opere di Luca Bidoli e Giuseppe Biguzzi. La mostra è organizzata da Galleria Marconi e Marche Centro d’Arte.
Alterità è il secondo appuntamento della rassegna Di versi diversi?, che accompagnerà la Galleria Marconi durante la stagione espositiva 2016/2017. La Galleria Marconi si trova in c.so Vittorio Emanuele II n°70 a Cupra Marittima. Alterità potrà essere visitata fino all’11 febbraio 2016 con i seguenti orari: lunedì – sabato 16.30 - 19.30.
Presentando Alterità la curatrice Valentina Falcioni ha scritto: “Per molti sociologi l’alterità è una risorsa attraverso la quale è possibile giungere alla conoscenza della realtà pura e obiettiva. Nel proprio percorso umano va abbinata alla tolleranza, la quale non deve essere considerata solo un corretto codice di comportamento poiché è innanzitutto un mezzo di comprensione libero e integrale. Accettare tutto ciò che è difforme da quello che per consuetudine viene considerato normale, è il primo passo verso una lucida consapevolezza antropologica. La diversità, di fatto, è il tratto comune d’appartenenza al genere umano. Le opere pittoriche di Luca Bidoli (Gorizia, 1967) e Giuseppe Biguzzi (Ravenna, 1968) evocano proprio questo concetto. «Il mio lavoro si concentra sulle convenzioni» ha spiegato l’artista friulano «su quanto è stabilito per norma comune e spesso viene scambiato per verità oggettiva. Questa in molti casi entra in contrasto con il mio sentire più profondo e soggettivo». In effetti, gli ultimi lavori di Luca raccontano proprio il suo disagio etico quando entra in relazione con tutte quelle religioni che si prefissano l’obiettivo di unificare la morale e il comportamento, mostrando insofferenza verso tutto ciò che vola al di sopra di quei dogmi istituiti non da Dio, ma dall’uomo. L’artista ravennate, invece, è un sensibile interprete del realismo sociale. Attraverso l’arida figura di Romina polarizza l’attenzione dell’osservatore sul disagio procurato da un insistente quanto globale tentativo di omologazione estetica. I dipinti di Giuseppe sembrano citare le parole della filosofa Michela Marzano: «Nel voler incarnare la perfezione, il corpo femminile è diventato un campo di battaglia su cui ci si accanisce senza tregua come se, per la donna, l’unica possibilità di esistere fosse quella di incarnare la perfezione»”.
“Cambiamo prospettiva sulle cose, cerchiamo di ritrovare un senso alle parole diverso da quello che normalmente diamo loro, arricchire lo sguardo, il senso, il tempo. Con i molti anni di attività che ho alle spalle, ho imparato che c’è sempre qualcosa da imparare, ecco vorrei che Di versi diversi? fosse la possibilità che ci si offre di riuscire a vedere le cose da un’altra direzione. Il verso è una prospettiva, è il percorso che facciamo e che spesso dobbiamo avere la possibilità di modificare. La nostra società è fatta di versi diversi che si incrociano e che permettono agli uomini di progredire. Cosa c’entra l’arte in tutto questo? Tutto: l’arte è ricerca, amore, linguaggio, ma soprattutto è un percorso che non può fermarsi all’apparenza, al comodo, allo scontato, proprio perché guarda all’anima dell’uomo. E verso poi è anche poesia e questo vorrà dir pur qualcosa…” (Franco Marconi)



Luca Bidoli / Giuseppe Biguzzi - Alterità

scheda tecnica/technical card

curatore/curator by Valentina Falcioni
testo critico/art critic by Valentina Falcioni

ufficio stampa/press agent by Dario Ciferri
fotografia/photography Catia Panciera
allestimenti/preparation Pasquale Fanelli

dal 15 gennaio al 11 febbraio
from 15th January to 11th February
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 19.30
opening time: Mon-Sat 4 to 7.30 p.m.

Con il supporto di Ostello degli Artisti: http://www.appartamenti-cupramarittima.com

Info
Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63064 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703

web http://galleriamarconi.it/
e-mail galleriamarconi@vodafone.it
Facebook http://www.facebook.com/galleriamarconi
twitter https://twitter.com/GalleriaMarconi


Festa dei 20 anni del CsfAdams

Dove: Tevere Art Gallery

Quando: 14 gennaio 2017

E’ festa!
Il C.S.F. adams festeggia i suoi vent’anni di attività.
Un lungo percorso durante il quale siamo cresciuti e abbiamo visto nascere e formarsi persone molto diverse tra loro ma accomunate dalla passione per la fotografia.
Non è facile riassumere i vent’anni di vita di un’associazione, di mostre, eventi e importanti manifestazioni. Tanta strada e tanti traguardi raggiunti, sempre condividendo la cultura della fotografia.
Siamo orgogliosamente diversi, e vogliamo continuare ad esserlo.
Siamo ostinati e come sempre scegliamo di stare dalla parte dell’ARTE CLAMOROSA con levità viaggiando come per incanto alla ricerca del sogno e dello stupore nelle magiche visioni che solo la fotografia sa darci.
La fotografia è per noi, prima di ogni altra considerazione, uno stato dell’essere!
E allora, che abbia inizio la festa, la festa della fotografia.
Ecco i primi autori in mostra: Gaia Adducchio, Silvia Agostini, Luisa Briganti, Luciano Carletti, Linda de Nobili, Alessandro Fiaschetti, Danila Labia, Roberta Marsigli, Leonardo Perri, Emanuela Rizzo, Agnese Samà, Cecilia Signorini, Soueila Soula, Pina Zenga e Gianni Di Carlo
14 gennaio 2017 ore 19,00
Tevere Art Gallery
Via di Santa Passera 25 Roma
http://www.tevereartgallery.net/
www.csfadams.it


Cantico dei Cantici

Dove: Torino

Quando: dal 12 al 28 gennaio 2017

Norma Picciotto: CANTICO DEI CANTICI

12-28 Gennaio 2017

Biblioteca Nazionale Universitaria Torino

Con la collaborazione della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali

Inaugurazione 12 Gennaio ore 18:30


Quando Re Shlomò scrisse Il Cantico dei Cantici volle suscitare l’interesse di tutte le nazioni verso il profondo amore che lega Israel al Creatore. Pertanto compose per similitudine, questo poema d’amore allegorico in cui descrisse l’amore e la passione che lega due fidanzati.
Norma Picciotto presenta 20 fotografie lavorate in digitale sovrapponendo immagini su livelli multipli e interpreta i versi del più celebre poema con sensibilità e forza visiva.
Un volo di colombe che si alza inseguendo i filari di vitigni, una rosa rossa che si affaccia furtiva in cima a una scala ricoperta di muschio, la luna rossa incastonata come una pietra preziosa tra gli acini di un grappolo sul tralcio, mentre sui pampini d’uva si alza lo svolazzante alito di pagine di antichi testi come farfalle che si posano sui filari. I grappoli maturi abbracciano l’albero del melograno e la dolcezza dei declivi gioca con le simbologie cosmiche che da sempre fanno parte dell’immaginazione creativa dell’autrice. I due amanti biblici non compaiono, ma compare la loro ombra opposta e complementare, chiara e oscura come il bene e il male che fanno parte dell’umanità.

Nella tradizione ebraica il Cantico dei Cantici è considerato una metafora del legame tra Dio e il popolo d’Israele. Attribuito a Salomone, fu composto intorno al IV secolo a. C. ed è uno degli ultimi testi agiografi accolti nel Canone della Bibbia. (Agiografi)
“E’ poesia erotica il Cantico, eppure l’amore umano non ne è che l’ombra sul muro. Dio nel Cantico non c’è eppure Dio lo riempie.”¬¬

Nel Cantico, il vino viene paragonato ai migliori piaceri terreni, alle azioni misericordiose e ai miracoli; al frutto offerto a Dio, ai Giusti del popolo; all’insegnamento sereno e dolce impartito alla gente dai saggi e alla dimostrazione dell’amore verso l’Altissimo. Le vigne vengono paragonate alle case di studio e il melograno ricco di chicchi succosi ai 613 precetti.
Norma riporta il concetto di amore anche sul piano terreno e inserisce nelle foglie di vite frasi d’amore incise da coppie di innamorati sui fusti degli alberi, sui muretti e sulle panchine come a rendere indelebile e immortale il loro amore.

Norma Picciotto è nata a Milano dove lavora. Cofondatrice dell’agenzia De Bellis, una tra le più note agenzie fotogiornalistiche italiane. Giornalista pubblicista, documenta la storia sociale di Milano fino agli anni ’90. In seguito ottiene la rappresentanza in Italia di alcune tra le più importanti agenzie fotografiche internazionali, tra cui l’Agence France Press Photo, la più avanzata in campo tecnologico, con la quale importa dai primi anni ’90 fotografie d’attualità da tutto il mondo in formato digitale.
Dal 2000 si dedica alla fotografia artistica e dopo avere documentato per tanti anni il mondo esterno decide di rappresentare il suo mondo interiore e i legami con le sue radici. Unisce quindi il taglio della fotografia giornalistica con la sperimentazione di una nuova figurazione di grande potenzialità espressiva; nelle sue opere fonde infatti in un’unica immagine vari scatti ripresi in luoghi e in tempi diversi che plasmano un nuovo mondo visivo spirituale e di sogno. Dal 2011 le sue foto vengono regolarmente esposte in gallerie e istituzioni pubbliche in Italia e all'estero, ad esempio a Milano, Ferrara, Venezia, Torino,Colonia, Parigi, Tel Aviv, New York.
La mostra è stata esposta al Polo Museale di Trani Palazzo Lodispoto e al Medieval Jewish Museum di Lecce Palazzo Taurino.

Degustazione di vini a cura di Vietti

DAL 12 AL 28 GENNAIO 2017 - Biblioteca Universitaria di Torino – Auditorium Vivaldi – Piazza Carlo Alberto 3/5, Torino

Dalle ore 10 alle 18 – Sabato dalle ore 10 alle 13 – domenica chiuso

www.normapicciotto.com norma.picciotto@gmail.com


Kamil Vojnar - Elsewhere

Dove: Pietrasanta, Galleria PhNeutro

Quando: 10/12/2016-08/01/2017

Mostra personale del fotografo Kamil Vojnar, in collaborazione con lo stilista Lamberto Petri, il quale ha realizzato quattro foulard in edizione limitata da quattro differenti opere di Vojnar


Arte & Parole

Dove: GARD Galleria Arte Roma Design

Quando: Dal 5 al 15 Dicembre 2016

Esposizione Collettiva di Arte Contemporanea

TITOLO: Arte & Parole
ARTISTI: Annalisa Astrologo - Vinicio Butò - Angelo Clerico - Angela Consoli - Silvano Debernardi Alessandra De Leoni - Arcangela Stefania Genuario - Alessandro Mirigliani - Sonia Mazzoli Francesca Porcaro - Simona Vitello
A CURA DI: Sonia Mazzoli - STAFF: Silvia Cicio
READING DI POESIA a cura di: Maria Letizia Avato e Marco Belocchi
POETI: Francesca Andreini - Lucianna Argentino - Attilia Bellia - Alessandra Carnovale - Mel Carrara Clara Cerri - Francesco De Girolamo - Dante Quaglietta - Antonietta Tiberia - Maria Letizia Avato Marco Belocchi
DOVE: GARD Galleria Arte Roma Design - V. Dei Conciatori 3/i (giardino interno) M Piramide
INAUGURAZIONE: Lunedì 5 Dicembre - dalle ore 18.30
DURATA : Dal 5 al 15 Dicembre 2016
ORARI: Dalle 16.30 alle 19.00 - dal lunedì - al venerdì - ( altri giorni e orari su appuntamento)
INGRESSO: libero - Infotel: +39 340.3884778 - Infomail: soniagard@gmail.com
La Galleria GARD presenta da lunedì 5 dicembre 2016 l’ VIII° edizione della mostra ARTE & PAROLE , esposizione collettiva di Arte Contemporanea, sono undici gli artisti selezionati diversi per stile, linguaggi e tecniche usate, l'obbiettivo è creare un'esposizione ricca di generi artistici che rende omaggio alla parola creando una con-fusione tra comunicazione verbale e visiva, il comune denominatore delle opere in esposizione è l’unione dell'opera con la parola, intesa non solo come parola reale, ma come verso, poesia, a volte immaginaria, collegata inconsciamente all'opera stessa. Parte della serata inaugurale verrà dedicata ad un reading poetico curato da Marco Belocchi e Maria Letizia Avato, che ospiterà alcuni fra i più significativi nomi della poesia contemporanea .
Artisti esponenti:
Annalisa Astrologo: : Nasce a Roma il 25/12/69. Non vedente dalla nascita. Frequenta le scuole speciali per i ciechi e anche quelle per normodotati. Consegue la Maturità Magistrale, per poi Laurearsi in Letteratura Teatrale Italiana. Lavora come operatore telefonica presso un'azienda sanitaria locale. Ha sempre amato l'Arte, inizia a manipolare l'argilla nel 2006. Nei primi quattro anni si dedicata alla ceramica frequentando corsi presso una scuola privata, in seguito approda alla San Giacomo “ Scuola Delle Arti Ornamentali “, dove segue corsi di ceramica, scultura e modellazione scultorea. Frequenta un corso per scultori non vedenti presso la scuola d'Arte Sacra a Firenze. Le sue opere sono state presentate in numerose esposizioni collettive.
Vinicio Butò: Fin da bambino ha avuto a che fare con il disegno, ma non come di solito fanno i bambini che fanno disegni di fantasia. A lui piaceva fare ritratti, riprodurre le sembianze umane. Quando aveva otto anni i genitori gli regalarono una scatola di acquerelli. Cominciò così ad avere a che fare con il colore. Intorno ai 14 anni inizia ad utilizzare l’olio. Dipingeva principalmente paesaggi ed alcuni suoi quadri vennero venduti a turisti americani che visitavano Napoli, città dove viveva. Terminato il Liceo scelse la facoltà di Ingegneria, e dopo la laurea ha lavorato come ingegnere per 50 anni, senza però mai lasciare la pittura e soprattutto, la voglia di esprimere, in modo personale, il suo mondo interiore. Fu presentato al pittore Emilio Notte, che accettò di fargli da maestro. Erano gli anni ’60. L’incontro con Emilio Notte è stato per lui determinante; gli insegnò a guardare la realtà con occhio da pittore e ad esprimere sulla tela la realtà che aveva dentro, non quella oggettiva esterna. Ha cominciato a seguire la filosofia del cubismo e della pittura metafisica. Ha utilizzato tutte le tecniche: grafite, pastello, olio, acrilico, collage, materica. I temi dei suoi quadri sono sempre stati storie di vita, avvenimenti recenti che lo avevano colpito. In quel periodo conosce altri pittori importanti. La moglie di Emilio Notte, Maria, pittrice anch’essa, che apprezzò la sua pittura e che volle presentarlo a Mario Persico. Bruno Donzelli. A Parigi conobbe Lucio Del Pezzo, che lo accolse con amicizia essendo anche egli allievo di Emilio Notte. Gli diede utili consigli soprattutto di carattere tecnico. Negli anni 2000 sono rimane isolato per molto tempo. A seguito della malattia di sua moglie. Nel 2015 riprende in mano i pennelli e ritrova la sua pittura. Ha pensato, studiato e realizzato un ciclo di quadri ispirati alle forti emozioni provate a seguito di eventi drammatici della nostra storia recente. Rappresentano il suo desiderio di partecipare al dolore con la visione purificatrice della pittura.

Angelo Clerico: Nasce a Pescare nel 1959. Attraverso l’uso di colori e di forme surreali e con tecnica espressionista, nei suoi dipinti vuole rendere le emozioni legandole al reale osservato. In contatto costante con la natura per lavoro, lo stesso che lo porta a viaggiare molto, è alla continua ricerca di un nuovo rinascimento non disgiungibile al pensiero disgregato del terzo millennio. Le sue opere sono state esposte in molte città italiane: Roma 2006, Firenze 2005, Milano 2003, Atri 2004, Francavilla al Mare 2008, in Gallerie private, spazi Culturali ed Istituzionali come il Museo Michetti.
Angela Consoli - Nata a Locorotondo (BA) nel 1973 consegue il diploma di Maturità d’Arte Applicata all’Istituto Statale d’Arte di Monopoli e nel 1997 il diploma di Laurea in Pittura all’ Accademia di Belle Arti di Bari. Consegue nel 2001 l’abilitazione all’insegnamento del Disegno e della Storia dell’Arte. Artista poliedrica che nell’espressione concettuale prepara incollaggi matrici di colore su supporti lignei. Di notevole impatto visivo la frammentazione scandita da ripetuti passaggi con tecniche e materiali differenti sempre ad ottenere una tridimensionalità tutta mediterranea. Sviluppa la sua ricerca nella rivitalizzazione di oggetti in disuso come residui di vecchie porte, piccole persiane, cassetti, semplici pezzi di legno , un tempo appartenuti a qualcuno, al quotidiano di qualcuno. Questi “contenitori di memoria” sono recuperati nei pressi di luoghi fortemente legati alla tradizione rurale del territorio pugliese ma abbandonati in epoca moderna: antiche masserie, trulli e lamie. Attraverso alchimie con altri oggetti di uso comune e interventi di stucco, acrilico, fotografie,messaggi verbali, video­installazioni, catrame e lacerazioni nella stessa materia,con una visione nuova, intensa e contemporanea Angela Consoli rimette in gioco questi “pezzi di vita”. Le sue opere sono complesse, stratificate, portano in superficie da una base di legno o di juta diverse ere fatte di stucco , smalti, acrilici, tesi al raggiungimento di un poetico quanto polimaterico informale ­ concettuale. Numerose e differenti le esperienze in personali e collettive di pittura e incisione in Italia e all’estero. Si occupa anche dell’organizzazione di eventi artistici; cura nel 2004 il percorso visivo di “Artitria “ Festival dell’Arte della valle d’Itria. Dal 2005 organizza e dirige il progetto Internazionale “ Porta Mediterraneo - giornate di ricerca artistica internazionale". Il progetto si divide in due fasi,il workshop, che si tiene alla Masseria “Santanna” in una contrada di Monopoli, ha la durata di dieci giorni e ospita ogni anno una quindicina di artisti stranieri e italiani che sperimentano e condividono idee, esperienze e realizzano opere in residenza (fotografie, dipinti, installazioni, sculture, video) e la mostra multimediale in cui le opere vengono esposte al pubblico.
Silvano Debernardi - Nato a Biella il 29/05/1956. Tra la seconda metà degli anni ’70 e i primi anni ’80 ha seguito corsi di pittura. In qualche modo ha assorbito l’insegnamento del suo antico maestro C. Morelli: scuola romana del dopoguerra e realismo. In seguito ha proseguito come autodidatta, sperimentando diverse tecniche. Laureato in filosofia ha partecipato a diverse esposizioni.
Alessandra De Leoni: Nata l’8 febbraio 1979 nella provincia di L’Aquila tra le montagne
d’Abruzzo, appassionata di letteratura, pittura, cinema, poesia, ha ottenuto negli ultimi anni numerosi attestati di merito e riconoscimenti accademici, in particolare dall’Accademia G.G. Belli e
dall’Accademia Internazionale d’Arte moderna, al cui premio Medusa Aurea è risultata vincitrice
nel 2014 per la sezione poesia con il libro “ Da madre a figlia”, nel 2015 nella sezione grafica con
il ritratto “ A mia figlia” e quest’anno finalista con il disegno “ Corpo di donna”. Autodidatta, è
avvocato ed esercita la professione presso uno studio notarile, ha conseguito la maturità classica e si
è laureata presso l’Università La Sapienza di Roma, contestualmente studiando pittura a bottega,
come nei secoli scorsi. Per le sue opere utilizza materiali di vario genere, dalla pomice acrilica
grezza alla pasta di vetro, dalla penna stilografica a semplici pastelli. Realizza ritratti classici
oppure ritratti stilizzati, tondeggianti o acuti negli angoli, che riflettono gli spigoli e le curve
dell’anima, in una rivisitazione personale e moderna del concetto di ritratto.

Arcangela Stefania Genuario: Nasce ad Altamura il 3 novembre 1981, e vive la sua infanzia a Poggiorsini piccolo comune della provincia di Bari, dopo la maturità artistica preso il liceo "Carlo Levi" di Matera si trasferisce a Roma dove nel 2006 presso l'Accademia di Belle arti consegue la laurea in Pittura discutendo una tesi sull'interpretazione del segno Braille. Da qui l'interesse per il codice "Braille" si fa sempre più importante tanto da dare vita alle sue opere.
Alessandro Mirigliani : Nato a Cagliari, ma residente a Roma da lunghissimo tempo, conserva della sua terra d'origine l'essenzialità del paesaggio e la suggestione delle atmosfere che racconta nelle sue creazioni ispirate dalla passione per la natura. E' impegnato professionalmente nel design d'interni e vanta numerose collaborazioni con artisti di fama internazionale.
Sonia Mazzoli: Nasce a Roma il 30 dicembre del 67, inizia il suo percorso creativo giovanissima manipolando argilla in un ambiente familiare molto creativo che assieme al gusto del creare dal nulla le dà la spinta iniziale. Comincia realizzando gioielli per poi proseguire le sue sperimentazioni con disparati materiali come pietre dure, cartapesta , con una spiccata predilezione per il riciclo. Le sue principali fonti di approvvigionamento sono le discariche e la mania di conservare sempre tutto! Consegue il Diploma di Maestro d’Arte al Silvio D’Amico di Roma e frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma sez. Scenografia. Nel 95 è socia fondatrice diGARD Galleria Arte Roma Design.
Francesca Porcaro : L'artista Francesca Porcaro nasce a Roma il 10 Febbraio 1989, sin da piccola dimostra di poter identificare la forza dell'immagine che trasportava attraverso il disegno e la pittura. Cresce e vive a Roma, dove, seguendo l'indole artistica, mette in risalto le prime intuizioni su se stessa. In piena età adolescenziale sceglie di perfezionare il dono per l'arte, frequentando il Liceo Artistico si diploma a pieni voti. Porta avanti i suoi studi di ricerca dedicando attenzione al ramo del teatro, presso l'Accademia di Belle Arti, laureandosi in scenografia con il massimo dei voti. In concomitanza con le esperienze formative, crescono quelle professionali, dando vita ad una serie di produzioni di opere d'arte. Durante gli studi liceali ha l'opportunità di esporre i propri lavori presso l'isola pedonale del Pigneto di Roma, in occasione del “referendum sulla procreazione assistita”; a distanza di tempo partecipa alla realizzazione di una scenografia teatrale per Alfonso Paganini. Le competenze nell'affrontare differenti tecniche, simbologie e rappresentazioni di vario genere, le permettono di lavorare su commissione ogni tipo di richiesta da parte dell’osservatore. L'entrata in Accademia la porta a migliorare l'aspetto creativo, ampliando il suo repertorio di prodotti artistici/formativi, realizza un sito web www.francescaporcaro.com con il nominativo: “Per fare arte bisogna essere...”, un portale dei propri lavori scenografici in continuo aggiornamento. Apre una pagina ufficiale facebook www.facebook.com/etra07/ che permette di poter visionare differenti opere d’arte, materiali e tecniche. Negli ultimi anni partecipa a delle collettive d’arte contemporanea per il Premio Art caffè letterario e con il Sinergy Art Studio si presenta all'Arte delle contraddizioni.
Simona Vitello: Nasce a Roma il 16/10/1966.Pedagogista, Consulente e Mediatore familiare, Counsellor della Gestalt Psicosociale® coniuga gli impegni professionali con una spinta artistica avvertita già in giovane età, grazie anche ad una famiglia educata al senso della manualità e al gusto artistico. Dopo varie sperimentazioni nelle arti visive (pittura, fotografia, etc.) trova il suo “centro” nell’incontro con la carta in tutte le sue manifestazioni ed applicazioni, fino ad arrivare alla cartapesta materiale povero, pertanto duttile sia nelle forma sia nell’unione con altri materiali. La capacità di poter sfidare materiali ormai pronti per essere eliminati e riconsegnarli ad una nuova vita e funzionalità, è motivo di continua ispirazione. Da qualche anno si dedica alla ricerca dell’unione tra lo studio dei colori e delle forme alle componimenti Haiku, ricerca sulla sintesi e sull’essenzialità, che permette un pensiero divergente sulla materia. Dal 2000 partecipa a diverse esposizioni collettive curate dall’Associazione Culturale Soqquadro, dalla GARD, Galleria Arte Roma Design, presentando opere e manufatti che uniscono la carta e la cartapesta ad una ricerca di materiali alternativi. ‘L'HAIKU É COME UN ATTIMO DI VITA CHE DIVENTA POESIA
Cenni Storici - Galleria Arte Roma Design:
Nasce nel 1995, con la funzione di editore, promotore, produttore e distributore di Arte e Design Autoprodotto. Nel tempo le sono stati riconosciuti contenuti di particolare creatività e fantasia sia da Istituzioni Pubbliche sia dai media che hanno seguito sempre con grande interesse l’evoluzione della Galleria diventata un importante punto nevralgico per gli artisti emergenti, un punto di raccordo e sperimentazione. Negli anni, numerosi personaggi del mondo della pittura, del design, della poesia, del teatro e del cinema, si sono avvicinati alla Galleria collaborando con il suo staff in numerose iniziative. Dal 1997 GARD sceglie come ubicazione uno spazio di 600 mq. tra il Gazometro e la Piramide Cestia, ex zona industriale del vecchio porto fluviale di Roma; spazio multifunzionale che si presta periodicamente per esposizioni ed eventi di arte, design e cultura, affiancando attività di promozione a laboratori creativi dedicati alla manualità, dedicando una specifica attenzione alla sperimentazione di nuovi linguaggi artistici e all’utilizzo di materiali di recupero e riciclo. Il 20 ottobre 2011 la Galleria viene coinvolta nell’alluvione di Roma ed è costretta a chiudere. Ci vogliono tre anni per poter bonificare e riqualificare i locali, tamponare e far fronte ai molti danni, viene fatto un progetto e un intervento di riduzione spazi e nuova destinazione d’uso di alcune aree. GARD, ha saputo tuttavia far fronte, specie in questi ultimi anni, agli innumerevoli problemi insorti con la solita volontà e grinta che l’anno sempre contraddistinta.

Ufficio Stampa - Silvia Cicio


Nyctophilia

Dove: Galleria 33, Arezzo

Quando: 18 11 - 18 12 2016

Galleria 33 presenta la doppia personale di Flavia Bucci ed Enrico Fico, Nyctophilia a cura di Tiziana Tommei.

Il progetto espositivo muove dalla volontà di mettere in dialogo i progetti personali di Flavia Bucci ed Enrico Fico: Esercizi d’igiene e À chacun son enfer. Nel primo caso si presenta una selezione d’archivio dell’artista abruzzese: una raccolta molto vasta, che conta un totale di 3.761 fotografie di oggetti domestici, ottenute mediante l’uso dello scanner. Un “esercizio” che ha impegnato Flavia Bucci nel corso di un anno e che ha visto successivamente la stampa su carta dell’immagine digitalizzata. In ultima istanza, è avvenuta la messa a punto di un sistema di presentazione delle opere in ordine al quale la scelta della cornice e il rapporto in termini di formato tra opera e immagine costituiscono elementi contingenti il lavoro sul piano concettuale prima ancora che materiale. Fotografia analogica e poesia visiva sono invece le componenti delle opere di Enrico Fico; in esse il paesaggio assume una veste cerebrale e solo di riflesso velatamente emotiva. Una natura matrigna, pungente e oscura, che viene colmata da un mondo tutto interiore, fino a divenire cassa di risonanza soggettiva. L’orizzonte viene frammentato, chiuso e annullato; gli alberi capovolti e le linee sinuose tagliate. Una voce contro un certo modo d’intendere la fotografia, in antitesi al quale egli sceglie di rappresentare il paesaggio in analogico per poi scomporlo, rovesciarlo, sporcarlo e subordinarlo alle parole. Entrambi seguono tempi ampi di metabolizzazione dei progetti – ambedue sono dispiegati nel corso di tre anni (2014-16) – e sono accomunati da un’inclinazione all’analisi scientifica del sé, mediante l’uso di ciò che sta all’esterno, in particolare luoghi e cose del mondo inanimato comunemente intesi come rassicuranti, quali la dimensione domestica e il paesaggio naturale. Non osannano l’estetica, non seguono canoni, ma cercano la verità con la consapevolezza che per avvicinarsi a questa occorra andare a fondo, in profondità, dove c’è oscurità e silenzio (come nella notte).

In À chacun son enfer Enrico Fico tinge di nero la natura, disarticolandola senza in realtà toccarla. Ricorrendo ad una metafora, è come se l’autore avesse osservato il mondo attraverso uno specchio, per poi infrangere quest’ultimo a terra. Una superficie riflettente perché, se l’immagine impressa è quella di un spazio fisico, l’uso che se ne fa è quello di un luogo interiore, mentale e viscerale. Scatti realizzati nel 2014, ma letti, interpretati e decodificati nei due anni successivi attraverso la memoria e, infine, tradotti in versi. Il testo non risulta mai didascalico rispetto all’immagine, perché la poesia è più forte di ciò che si osserva. Sono opere che impongono di essere lette, non osservate: richiedono una chiave di lettura e in questo senso funzionano come un pentagramma. L’artista non vuole fornire soluzioni, perché egli stesso cerca “le risposte”. Questo lavoro deve essere ragionato in almeno due direzioni: il rapporto con la fotografia e quello tra immagine e testo. In riferimento al primo questi dichiara il rifiuto verso un uso realistico, oggettivo ed estetico del mezzo fotografico; per la seconda invece, egli sonda e investiga le possibili fusioni tra il verso e l’immagine. Quest’ultima non è mai descrittiva, ma sempre veicolo di concetti dichiaratamente non immediatamente intelligibili. Sono opere fredde attraverso le quali chi crea ragiona su di sé, utilizzando un soggetto classico, esterno ed aperto, per mettere in piedi un discorso fuori dai canoni, psichico e intellettuale, intimo e spirituale.

3.761 oggetti accumulati come “i frutti di una quotidiana apocalisse” e passati allo scanner in “una sorta di rituale”, per adempiere e condurre a termine Esercizi d’igiene. Flavia Bucci sottopone all’esame della macchina tutta la sua quotidianità materiale, ciò che la circonda, ma soprattutto quello che compone la sua dimensione domestica, intima, personale. Radiografie più che fotografie: opere di carattere scientifico e più specificatamente medico. Viviseziona la vita, quella vera, quella quotidiana, e lo fa con abnegazione, metodo e disciplina. Quello che la guida è un desiderio spasmodico di controllo, per giungere a ciò che lei chiama, citando il titolo, “igiene”. In realtà si tratta di “mettere da parte con la certezza di non aver tralasciato nulla”, ossia di risolvere, affrontare e superare paure, insicurezze e angosce. Quando si è estremamente mentali, infatti, si rischia di demonizzare la materia, il suo peso specifico, il volume e la fisicità. In linea con ciò, gli oggetti tridimensionali che occupano lo spazio fisico dell’artista vengono da essa ridotti in immagini bidimensionali, schiacciati ed esautorati da ogni possibile funzione e significato. Vengono archiviati, numerati, conservati e riproposti in forma di surrogati. Chiusi in teche fatte di cornici di riuso, sigillate con colla e carta; messi sotto vetro dopo essere state osservate al microscopio, analizzate ed etichettate. Oggetti che assumono le sembianze di entità macroscopiche, feticci rivelati dalla luce dello scanner, immersi e relegati in un fondo grigio, scuro e profondo.

Flavia Bucci nasce nel 1990 ad Atessa, in provincia di Chieti. Nel 2009 si trasferisce in Toscana e s’iscrive all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Consegue a pieni voti il Diploma Accademico di I° Livello e avvia la specializzazione presso la Cattedra di Pittura di Gianni Dessì e Fabio Sciortino. L’interesse per il nocciolo concettuale e la propensione all’esame dei contenuti, sono alla base di una vena sperimentale estremamente libera, versatile e aperta a mezzi e forme d’arte eterogenei. Esercizi d’igiene, Tv escape, Chernobyl maps e Anticorpi sono progetti ideati e realizzati con tecniche e strumenti diversi, in quanto per l’artista la scelta del mezzo deve sempre e necessariamente essere subordinata all’idea originaria. Avvia l’attività espositiva nel 2014, prendendo parte a mostre collettive e festival. Espone costantemente in occasione della “Marble Week” a Carrara e all’interno dell’edizione 2016 ha presentato un estratto del progetto “Esercizi d’igiene”. Parallelamente una selezione di opere del medesimo lavoro sono state esposte in mostra presso Galleria 33, come anteprima della doppia personale Nyctophilia. Vive e lavora a Carrara.

Enrico Fico nasce nel 1985 a Napoli. Si laurea in Filosofia estetica e dell’arte a Siena, con proficue collaborazioni con L’École Normale Superieur de Paris. Durante gli anni universitari sviluppa la passione per la fotografia, ideando un suo modo di scattare denominato “fotografia metafisica casuale”. Da sempre coltiva un approccio trasversale rispetto al sapere, sperimentando discipline diverse: dalla scenografia al costume teatrale, dal cinema alla grafica. I progetti personali realizzati e in corso quali Anabasi, À chacun son enfer, Caedes, Ghiandole, Credo in un solo Dio, sono uniti da un uso sperimentale del mezzo fotografico e da incursioni sempre più frequenti e sostenute nel campo della poesia visiva. Oggetti simbolici o mnemonici e soggetti religiosi, allegorie e metafore visive fungono da vocaboli, ora sotto forma d’immagini ora di testo, all’interno di un linguaggio ermetico e molto personale. Dal 2013 prende parte a mostre collettive, festival, progetti site specific. Dal 2014 il suo lavoro è seguito da galleria 33. Vive e lavora ad Arezzo.

La mostra inaugura venerdì 18 novembre 2016, dalle ore 19.00 presso Galleria 33 in via Garibaldi 33 ad Arezzo. Resterà in corso fino al 18 dicembre 2016, aperta da martedì a sabato con orario 11.00 – 13.00 e 16.30 – 19.30 o su appuntamento.


Tableaux Vivants

Dove: Vineria al 10, Arezzo

Quando: 30 11 2016 _ 10 01 2017

Mercoledì 30 novembre presso Vineria al 10 in piazza San Giusto 10/c ad Arezzo inaugura Tableaux Vivants, personale fotografica di Guen Fiore. La mostra è a cura di Tiziana Tommei e in collaborazione con Galleria 33.
La selezione di scatti presentata è parte di un lavoro realizzato nel 2015 per l’evento “Elite New Wave”, organizzato da Vogue Italia, andato in scena a Villa Necchi Campiglio a Milano e pubblicato su Vogue nel gennaio 2016.

Le ragioni della scelta di presentare in mostra non un progetto personale, ma un lavoro realizzato su commissione di un brand internazionale, vanno ricercate nelle opere fotografiche stesse, nonché nel raffronto di queste con l’iter progettuale perseguito negli anni dalla fotografa. Nelle immagini esposte ritroviamo infatti concentrati molti dei caratteri del modo di concepire e di “fare” fotografia di Guen Fiore. Guardando in toto ai suoi progetti, se da un lato sono dichiarati i riferimenti a Vivian Maier e a Alfred Eisenstaedt, dall’altro emergono in modo diretto exempla molteplici. In primis le foto d’epoca, come si evince anche scorrendo rapidamente il suo profilo Instagram; in secondo luogo il cinema, e più in particolare quello americano degli anni Cinquanta. Questi modelli trovano corrispondenza nei due aspetti fondamentali della sua ricerca: la rappresentazione della figura umana e l’interesse per la storia, ossia il ritratto e la narrazione. I suoi soggetti, prevalentemente femminili, che siano persone comuni o modelle, risultano sovente immersi nel processo creativo e trasfigurati. Nel primo caso, esse vengono spogliate del loro status per assumere valenze opposte a quelle reali: la ragazza della porta accanto veste i panni di una diva del cinema o di una star della moda e viene inclusa in un racconto svolto attraverso i singoli scatti, da leggere come fotogrammi in sequenza. Quando invece, come nella serie di Elite New Wave, la fotografa ha davanti alla macchina da presa una professionista, ella non si limita a metterla in posa, bensì la rende interprete, così come non si ferma alla messa in luce della bellezza di superficie, ma svela in modo subliminale dettagli realistici e mai banali. Nella costruzione di scene “girate” all’interno di un luogo storico e scenografico come Villa Necchi Campiglio, perfetta quinta di un quadro vivente, sfilano i “nuovi volti” scelti da Elite per interpretare i capi e gli accessori delle capsule collection firmate da giovani designer. Le indossatrici vengono inquadrate in tableaux vivants – come si sottolinea nell’articolo pubblicato su vogue.it da cui si prende spunto per il titolo della mostra – non solo in quanto recitano la parte che è stata loro assegnata e per la quale sono dirette, truccate e abbigliate, ma anche perché nella totalità della finzione, esse sono componenti del metaracconto di chi esegue gli scatti. In quest’ultimo frangente, ed è questo il nodo, il copione prevede infiltrazioni e manifestazioni del reale nei dettagli di volti, gesti e sguardi, in un teatro che pone al centro emozioni e stati d’animo.

Guen Fiore è nata a Pescara nel 1988. Vive a Roma, dove studia ingegneria. Sin da piccola manifesta un forte interesse per l’immagine, che la porta negli anni ad accostarsi da autodidatta alla fotografia. Nel 2011 inizia il suo percorso, focalizzandosi da subito sul ritratto. La rappresentazione della figura umana, infatti, è ciò che caratterizza tanto la sua ricerca, quanto il suo lavoro: sia nei progetti personali che nei servizi professionali, e specialmente dedicati alla moda, resta fermo e manifesto l’interesse per la persona. Ogni soggetto scelto viene assunto in una nuova veste e trasportato in una storia. Il racconto che ne scaturisce è fatto di gesti, sguardi ed elementi di comunicazione non verbale che esprimono sentimenti, emozioni e stati d’animo. Il sincretismo con il cinema, unito a quello per la narrativa, conferiscono alla sua fotografia un grande potenziale comunicativo e un forte impatto sul piano dell’immagine. Nel 2014 viene selezionata da Vogue Italia e coinvolta in un progetto in collaborazione con Swatch realizzato in occasione del cinquantesimo anniversario del magazine. Nello stesso anno avvia la sua carriera espositiva, prendendo parte alla collettiva May Photography di Galleria 33. Da allora compie un’incessante ascesa. Collabora con importanti brands e magazines internazionali, portando avanti parallelamente progetti personali, tra i quali si citano: “Se un giorno d’inverno un’Euridice”, “The Dreamers”, “The land will not heal”, “Road to Woodstock”, “Origins”. Espone sia in Italia che all’estero. Nell’ultimo anno una selezione dei suoi lavori è stata inserita da YellowKorner Galleries nel progetto “Modern Beauties. Time out” ed esposta a Chicago, Parigi, Zurigo, Londra, Monaco, Berlino, Barcellona etc. Tra i prossimi progetti si anticipa la collettiva “Moth of photography Los Angeles group show”, a cura di Lucie Fondation and Photo L. A. (gennaio – febbraio 2017). Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui: International Photography Awards 2014, 2015, 2016; Lens Culture Exposure Awards 2014; Moscow Photo Awards 2016. Molte anche le pubblicazioni, tra le quali: Vogue Italia Magazine, Vanity Fair, D La Repubblica, iGnant, Wall Street International, l’Oeil de la Photographie, GQ.

La mostra inaugura mercoledì 30 novembre 2016 alle ore 18.30 e sarà visitabile fino al 10 gennaio 2017, con i consueti orari di Vineria al 10 – aperta tutti i giorni dalle ore 18.00 e chiusa il martedì. Le stampe fotografiche delle opere in mostra sono state realizzate da Luciferi fine art LAB.


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