MOSTRE

Arte & Musica - II Edizione

Dove: Galleria Gard - Roma

Quando: 03/02/2024

Arte & Musica - II edizione
Esposizione Collettiva di Arte Contemporanea

ARTISTI: Francesca Bianchi - Jacopo Da San Martino - Silvano Debernardi - Olympia Dotti - Angela Esposito Enrico Frusciante - Sonia Mazzoli - Marisa Muzi - Erasmo Salsano - Sergio Savarino - Sabrina Vallarano.

A CURA DI: Sonia Mazzoli e Marina Zatta

La Galleria GARD e l’Associazione culturale Soqquadro presentano la II° edizione della mostra “Arte & Musica” , esposizione collettiva di Arte Contemporanea, che ospiterà le opere di undici artisti: Francesca Bianchi - Jacopo Da San Martino - Silvano Debernardi - Olympia Dotti - Angela Esposito Enrico Frusciante - Sonia Mazzoli - Marisa Muzi - Erasmo Salsano - Sergio Savarino - Sabrina Vallarano , molto diversi tra loro per genere, stile e tecniche utilizzate nell'esecuzione delle opere, uniti dal tema trattato.
Saranno presentate opere pittoriche, fotografiche e installazioni, che rispecchiano il concetto di Arte & Musica.
Nella musica c'è il colore? Per affermare questa ipotesi basta leggere il titolo di una delle maggiori composizioni di Gershwin: Rapsodia in blu. Nell'arte c'è la musica? Per questa affermazione basta valutare il ritmo delle composizioni artistiche. Da sempre in tutte le forme d'arte pittura, scultura, fotografia, c'è un ritmo narrativo che sembra attingere alle diverse tonalità musicali. Solo per fare degli esempi, le composizioni di Caravaggio, con il loro forte contrapporsi di luce ed ombra, danno il senso di strumenti con tessitura grave del suono, ad esempio timpano e contrabbasso, mentre le opere di Botticelli sembrano emettere suoni procurati da strumenti di toni alti, potremmo dire "gentili" come oboe, violino, xilofono. Esempi simili potremmo trovarli nell'arte contemporanea in cui gli artisti sembrano spesso attingere a ritmi jazz, musiche atonali o dodecafoniche, rock e in generale ai musicisti sperimentali. La mostra che la galleria Gard presenta vuole proprio dedicare uno spazio espositivo alle narrazioni artistiche contemporanee che evidenziano con forza la loro espressività ritmica.

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Artisti selezionati brevi biografie:

Francesca Bianchi: Nasce a Volterra (PI) il 10 Gennaio 1985. Si diploma all’Istituto Statale D’Arte di Volterra, dove nel periodo scolastico si appassiona alle arti visive, già conosciute e sperimentate a casa con il “babbo” appassionato e fotografo per hobby, in particolar modo alla fotografia. Si dedica alla fotografia artistica con successo prendendo parte al gruppo fotografico della sua città che abbandonerà dopo pochi anni per intraprendere la sua strada artistica, mettendosi in gioco con fotografi e artisti famosi, dai quali riceve una grande spinta per affrontare ciò che di più la interessa: uscire dalla propria città e far vedere al mondo la sua arte.Tra una mostra fotografica e l’altra, si dedica anche alla creazione di gioielli e lampade in carta colorata, prendendo parte a mercatini d’arte nelle fiere di paese del suo territorio. Due sono le tappe più importanti che affronta : tre esposizioni fotografiche a Londra e la Prima Biennale della Creatività di Verona, curata ed inaugurata da Vittorio Sgarbi. Francesca afferra la Realtà e la pospone nel Sogno, afferra il Sogno e lo imprime nella Realtà. Le sue foto racchiudono la nostra anima bambina e i nostri desideri adulti, ciò che eravamo, ciò che vorremmo essere. Nei suoi scatti c’è l’immortalità della transitorietà, il nostro Destino Mortale, il nostro Destino Vitale. Ogni immagine che Francesca ci propone ci parla della nostra esistenza nella sua futile eternità, nella sua penetrante provvisorietà. E’ in questo gioco di dualismo, nel continuo cercare e ricreare ciò che ora c’è e tra un attimo non c’è più, ciò che ora non esiste e tra un attimo sarà, che Francesca ci trascina verso lidi ignoti e conosciuti, verso l’oggi dei nostri ieri e dei nostri domani. Vediamo con i suoi occhi e troviamo ciò che è nei nostri sguardi da secoli, ciò che ci spaventa e ci rassicura, quello che non sappiamo come descrivere, ma sappiamo benissimo che c’è. Francesca ci mostra l’Eterno nell’incertezza del vivere, ci ricorda ciò che siamo, carne e sangue, ci ricorda che ciò saremo, polvere nel vento. Ci fa ritrovare la Vita attraverso la paura della Morte. Ci ricorda che siamo un ciclo, tutt’uno con ciò che nasce e ciò che svanisce, che i nostri attimi sono la nostra intera esistenza. Francesca ci regala il ricordo della necessità di respirare, di donarci la meraviglia dell’orizzonte, di vedere l’infinito, per divenire infinito. Francesca ci ricorda di Vivere e, per farlo, di Esistere.

Jacopo Da San Martino: Nasce nel 1978 a Viareggio (LU). Ha frequentato la Cattedra di Pittura del Prof. Omar Galliani presso l’Accademia delle Belle Arti di Carrara e collaborato con il Maestro Andrea Salvetti. Ha partecipato a numerose esposizioni d’Arte,  tra le quali la 54 Biennale d’Arte di Venezia, il Fuorisalone di Milano 2003, 2004 e 2005 ( assistendo Andrea Salvetti), la LX edizione della Rassegna Salvi nel 2010 ed ha curato progettazione, logistica ed allestimento di diversi eventi in giro per lo Stivale, grazie all’incontro ed alla reciproca stima del Prof. Enzo Orti e della sua Cattedra di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha collaborato con le Accademie di Carrara e Roma e si è diplomato in Arte Sacra per la Liturgia nel 2008 presso la Fondazione Stauros Onlus, Santuario di San Gabriele (TE) . Trasferitosi a Villa Basilica (LU) presso il Romitorio di Pracando, continua il suo percorso di ricerca, incrociando molteplici professioni e discipline, ricercando tutte le possibili interazioni tra Arte e “vivere contemporaneo” sperimentando in laboratorio e curando un cantiere di manutenzione ed abbellimento in una villa storica sulle colline lucchesi.

Silvano Debernardi: Nato a Biella il 29/05/1956. Tra la seconda metà degli anni ’70 e i primi anni ’80 ha seguito corsi di pittura. In qualche modo ha assorbito l’insegnamento del suo antico maestro C. Morelli: scuola romana del dopoguerra e realismo. In seguito ha proseguito come autodidatta, sperimentando diverse tecniche. Laureato in filosofia ha partecipato a diverse esposizioni.

Olympia Dotti: Nasce a Roma il 21 Novembre 1967, fin da piccola, a 7 anni, decide che essere Artista sarà il suo Mondo, quando a Roma il land Artist Christo  nel 1974, impacchetta le Mura Aureliane, fu Amore a prima vista. Frequenta anche lo Studio del Pittore Renato Guttuso (Suo Zio) dove rimane impressionata dall'Odore acre dei Tubetti ad Olio ed i loro vividi Colori, che influenzeranno tutto il suo lavoro da Colorista, anche se passerà ad un Medium più rapido come l' Acrilico. Partecipa a varie Mostre come Artista del Gioiello dopo aver seguito la prima annualità presso lo IED Dipartimento di Moda, per poi volare in Inghilterra e Diplomarsi alla "Pardon School of Specialized Decoration" per passare a Ginevra per Studiare Scenografia Teatrale all' " Ecole de Decor de Teatre" per volare in USA a "RISD" la migliore Scuola di Design USA. Tornata in Italia frequenta i Corsi dell' Aura-Soma dell' ASIACT Academy Sience International of Color Tecnologies  e fonda un Piccolo Museo,  il MIAF, Museo, Italiano, Arte, Felina Piccoli e grandi Felini tra Arte - Natura e Curiosità - Ha esposto in diversi Spazi Museali in Italia e all' Estero.

Angela Esposito: Nasce a Napoli, dove si laurea in matematica. La capacità di sentire e pensare emozioni  costituisce un elemento fondante che l’accompagnerà nel suo percorso artistico. Per lavoro, si trasferisce a Como, dove l’urgenza dell’espressione la avvicina alla pittura. Le prime opere sono prevalentemente acquerelli di impostazione steineriana. A Roma, dove si stabilisce in seguito, sperimenta linguaggi artistici diversi, in cui continua ad alternare le produzioni pittoriche e poetiche. I suoi quadri, infatti, sono spesso accompagnati da testi poetici che fanno eco alle immagini. In questo contesto, si muove fra stili espressivi diversi, alla ricerca di armonie compositive. I grandi miti dell’umanità come distillato dell’immaginazione: mondo interiore e osservazione del reale, materia e risonanze. Colore, chiaroscuri, immagini che si integrano nello sforzo della dialettica espressiva.

Enrico Frusciante: Nato a Terracina, consegue la Maturità Artistica nel 1975 presso il Liceo Artistico Statale di Latina. Dopo il percorso di formazione in ambito artistico, Enrico Frusciante allestisce la sua prima personale a Latina nel 1986. In quella occasione presenta opere dal forte accento realista-fotografico. Oltre alla ricerca di una propria personale linea espressiva, inizia ad indagare sulle possibilità tecniche che il mezzo fotografico può offrire. Sulla scia di Man Ray e Luigi Veronesi, ma soprattutto di Louis Daguerre, inizia a disegnare con la luce direttamente sulla carta fotografica. Parte così la sua indagine sul reale e sulla realtà, sulle loro molteplici sfaccettature e punti di vista. Tra le sue serie più importanti si segnalano “Strutture” del 1989-90 e “Presenze” del 1991-93. La ricerca “Frammenti” ha inizio nel 1996 e continua fino al 2009. In questo anno il suo interesse si sposta sull’essenzialità e l’eleganza del carattere tipografico da stampa, ma successivamente considererà anche le forme e i colori in uso nella pubblicità o comunque presenti sulle riviste di moda e costume. E’ così che alla serie iniziale delle “Tracce” e quella successiva degli “Elementi”, sviluppate entrambe con l’uso del tradizionale mezzo pittorico, si affiancherà quasi subito la serie “Traccia di tracce”, che si avvarrà dell’immediatezza del mezzo fotografico, per fissare idee e visioni che potessero contenere al loro interno, il senso fisico di spazio e tempo mantenendo invariato l’oggetto dell’indagine e cioè i colori, le immagini ed i caratteri da stampa usati nella pubblicità dalle riviste di moda. Nel 2010 inizia a cercare collegamenti tra forme, immagini multimediali e quelle sino ad allora indagate della tradizione pittorica. Comincia così nel 2012 la serie “Interferenze” Le prime opere di questa nuova serie sviluppata con l’uso della fotografia saranno presentate nel 2013 in occasione della mostra Artitaly tenutasi nella Halle 50 della Domagk Ateliers di Monaco di Baviera. Da quel momento il suo impegno è volto all’indagine delle connessioni tra linguaggio multimediale e tradizionale.

Sonia Mazzoli: Nasce a Roma il 30 dicembre del 67, inizia il suo percorso creativo giovanissima manipolando argilla in un ambiente familiare molto creativo che assieme al gusto del creare dal nulla le dà la spinta iniziale. Comincia realizzando gioielli per poi proseguire le sue sperimentazioni con disparati materiali come pietre dure, cartapesta , con una spiccata predilezione per il riciclo. Le sue principali fonti di approvvigionamento sono le discariche e la mania di conservare sempre tutto! Consegue il Diploma di Maestro d’Arte al Silvio D’Amico di Roma e frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma sez. Scenografia. Nel 95 è socia fondatrice di GARD Galleria Arte Roma Design. 

Marisa Muzi: Nasce a Roma dove vive e lavora alternando esposizioni tra Lucca – Sulmona e Pettorano sul Gizio (AQ). Fino ai 30 anni vive tra gli artisti di Villa Sthrol Fern, frequenta gli studi d’Arte dei suoi insegnanti Marina Haas Palloni e Kristen De Neve. Per Marisa Muzi dipingere è l’essenza della vita, affronta dei temi che sono anche il suo percorso di vita , ed ecco tartarughe, bicchieri, volatili, elefanti ed orme, bambù, scimmie e cammelli non per altro donne, fiori e paesaggi, questi temi la portano ad usare diversi materiali, la carta smeriglio e il cemento negli elefanti, stoffe e carte per i bicchieri, garze scaiola per arrivare a materiali di estremo recupero, come avvolgere un quadro con del cellofan nelle “ Donne scienziato” e usare cristalli di bicchieri rotti per i suoi “ Bambù“. Le sue passioni sono la Pittura, lo Yoga e la Poesia.Le sue opere sono in collezioni private in Italia e all’estero.

Erasmo Salsano: Nasce a Cava de Tirreni nel giugno del 65: già dall’infanzia opera in giochi di ingegno-creativi con il papà costruttore ed il nonno artigiano. Contemporaneamente agli studi professionali, lavora in un laboratorio di ceramica artigianale dove sperimenta le prime modellazioni. Prosegue realizzando oggetti in pelle e cuoio cuciti a stringa. Conclusi gli studi comincia a lavorare nel settore dell’abbigliamento, inizialmente come tagliatore e poi come modellista, utilizzando la tecnologia cad e cam, in creazioni di abbigliamento particolare. Decide dopo qualche anno di trasferirsi nel Parco Nazionale del Cilento per condurre una vita rurale ed inizia una serie di attività eco compatibili, come la lavorazione del legno e il restauro del mobile antico, accompagnando il tutto con auto sostenimento agricolo. In questo periodo nasce un amore per l’ Ulivo, questo legno secolare, con nodi e venature meravigliose, lo affascina e comincia a scolpirlo creando opere uniche, ma anche oggetti di comune uso quotidiano.

Sergio Savarino: Nato a Roma nel 1951, e' vissuto in Sicilia dove si e' laureato in Fisica. Si e' trasferito per lavoro in Lombardia e poi a Roma dove vive da anni. Ha partecipato a convegni culturali, con relazioni centrate su nessi fra scienza, arte e architettura. Pubblica lavori su argomenti di astrofisica con attenzione ai processi mentali nello studio della realta'.  Pratica da sempre la fotografia come documentazione di viaggio, come esercizio di osservazione di aspetti insoliti e non banali, come stimolo per sguardi troppo spesso distratti e frettolosi.  Espone presso la Galleria Arte Roma Design, accompagnando talvolta le foto con brevi citazioni letterarie e testi descrittivi.

Sabrina Vallarano: Nasce a Roma, vive nella capitale e si laurea in Sociologia presso l'Università "La Sapienza". Artista autodidatta, è affascinata dal riciclo e robivecchi , appassionata anche solo all'idea di come riutilizzare quello che altri cestinano. Utilizza tutti materiali di scarto, camicie, tende, juta, sabbia di mare,vestiti dismessi,sabbia di vetro,legno di risulta, pezzi di sedie,carta, colori acrilici e ad olio, gessetti, stucco,smalti. Nei suoi pezzi il colore tende a canalizzarsi all'interno di forme mobili, sinuose,in cui l'impatto della tinta e della tecnica è veicolato dalla consistenza e dal vissuto del materiale utilizzato. Dove non ci sono linee certe tende a liberare l'immagine da qualsiasi condizionamento geometrico.

Cenni Storici - Galleria Arte Roma Design: Nasce nel 1995, con la funzione di editore, promotore, produttore e distributore di Arte e Design Autoprodotto. Nel tempo le sono stati riconosciuti contenuti di particolare creatività e fantasia sia da Istituzioni Pubbliche sia dai media che hanno seguito sempre con grande interesse l’evoluzione della Galleria diventata un importante punto nevralgico per gli artisti emergenti, un punto di raccordo e sperimentazione. Negli anni, numerosi personaggi del mondo della pittura, del design, della poesia, del teatro e del cinema, si sono avvicinati alla Galleria collaborando con il suo staff in numerose iniziative. Dal 1997 GARD sceglie come ubicazione uno spazio di 600 mq. tra il Gazometro e la Piramide Cestia, ex zona industriale del vecchio porto fluviale di Roma; spazio multifunzionale che si presta periodicamente per esposizioni ed eventi di arte, design e cultura, affiancando attività di promozione a laboratori creativi dedicati alla manualità, dedicando una specifica attenzione alla sperimentazione di nuovi linguaggi artistici e all'utilizzo di materiali di recupero e riciclo. Il 20 ottobre 2011 la Galleria viene coinvolta nell'alluvione di Roma ed è costretta a chiudere. Ci vogliono tre anni per poter bonificare e riqualificare i locali, tamponare e far fronte ai molti danni, viene fatto un progetto e un intervento di riduzione spazi e nuova destinazione d’uso di alcune aree. GARD, ha saputo tuttavia far fronte, specie in questi ultimi anni, agli innumerevoli problemi insorti con la solita volontà e grinta che l’hanno sempre contraddistinta. Oggi Gard collabora assiduamente con l’Associazione Culturale Soqquadro, ha uno spazio espositivo di 250 mq, continua ad organizzare esposizioni e sinergie con diverse realtà artistiche, in Italia e all’estero.

Soqquadro è un'associazione culturale che nasce nell'ottobre del 2000 e da allora ad oggi ha realizzato più di 150 mostre in spazi pubblici e privati, in Italia e all'Estero, collaborando con circa 500 artisti, pittori, scultori, fotografi, video artisti, performer, designer.

​DOVE: GARD Galleria Arte Roma Design - V. Dei Conciatori 3/i (giardino interno) M Piramide
INAUGURAZIONE: Sabato 3 Febbraio 2024 - dalle ore 18.00 alle ore 21.00
DURATA Esposizione : Dal 3 al 17 Febbraio 2024
ORARI: Dalle 12.30 alle 21.30 - dal lunedì - al sabato - ( visitabile solo su appuntamento WhatsApp o Sms )
INGRESSO: libero - Info e Prenotazioni +39 340.3884778 - Infomail: soniagard@gmail.com


Atlante umano siciliano

Dove: CsfAdams

Quando: 02 febbraio 2024

ATLANTE UMANO SICILIANO
Di Francesco Faraci
Dal 2 al 14 febbraio 2024
Vernissage Venerdì febbraio ore 19:00
Ingresso libero.
Orari: dal lunedì al venerdì 10:13; 16:19
Tre parole che insieme formano una frase, ma se messe in proprio ognuna di esse ha una sua identità precisa. Sicilia porta d’Europa, per qualcuno inizio di una nuova vita, punto d’approdo dalla vicina africa. Per altri, invece autoctoni è sguardo sul mondo, odora di radici. Terra infima e meravigliosa dove nulla è mai come appare. Per contingenza, greca illusione.
Atlante è viaggio, ma non importa il come, bensì il dove e il perché. Percorrendo una geografia dell’anima, mediterranea, fatta di sensazioni, di percezioni che sgorgano dalla terra nuda dopo la mietitura. Il vento, il cielo, le correnti marine, il sole, la luna e il sale sulla pelle. Tutto concorre a tracciare su una cartina immaginaria i segni del passaggio del viandante, che nulla ha con sé se non le ossa, nudo e aperto com’è di fronte alla sorpresa, al fato, al destino.
Umano perché terreno. Perché l’uomo, in fondo, è al centro della ricerca. La sua condizione di “moderno” in una terra che fatica ad evolversi e che quando lo fa, o ci prova, cede ogni volta un pezzo della sua atavica identità. Un lavoro sui contrasti, sugli opposti: vita\morte, caos\silenzio, gioia\tristezza, rassegnazione\riscatto. Paesi ormai semi abbandonati, dove chi parte non fa più ritorno e l’età di mezzo è ormai un’utopia. Rimangono i vecchi, le pietre delle case dalle porte e dalle finestre sbarrate con la scritta “Vendesi”, che raccontano di ciò che si è stato e di cosa sarà nel prossimo futuro. Dalla Sicilia si fugge, ma il territorio muore e nemmeno troppo lentamente. Si tratta di provare a salvare, a imprimere su carta quel che c’è. Il paradosso è che non mancano l’energia e nemmeno la poesia. Nell’eterna lotta fra andare e restare ho scelto di resistere e raccontare la terra in cui vivo, in controtendenza forse con la fotografia esotica che fa dell’altrove, il più lontano possibile da noi, un vessillo. Eppure, aprendo le porte di casa, spalancando le finestre metaforiche di noi stessi, quindi aprendosi, il mondo accoglie, chiede di raccontarne la storia. La vita, la morte, i sogni e le sconfitte.
Siciliano, dunque, per appartenenza non sempre fiera. Esserlo (siciliano) significa, oggi, mettersi in cammino, scavare a fondo nella terra sapendo che il mare, unico e definitivo confine, ha nella linea dell’orizzonte e nelle direzioni dei venti il suo unico limite. Tre parole per dire di un luogo di frontiera, dunque. La ricerca di una piccola America. Ispirato da Robert Frank e dal suo “The Americans” mi sono messo in viaggio, ecco il senso di questo lavoro che implorava di venire fuori.
BIOFrancesco Faraci nasce a Palermo, in Sicilia, nel 1983. Dopo studi in Sociologia e antropologia scopre la fotografia come principale mezzo di espressione e in inizia a girare l’isola, in lungo e in largo, alla ricerca di storie da raccontare.
Ha pubblicato con “The Guardian”, “Time Magazine”, “The Globe and Mail”, “La repubblica”, “L’Espresso” “Le Monde”, “Liberation”, VICE.
Dopo tre anni di lavoro pubblica nel 2016 il suo primo libro “Malacarne – Kids come first”. A cura di Benedetta di Donato e edito da Crow dbooks, un viaggio di tre anni dentro le estreme periferie della città viste attraverso i bambini. Riceve il secondo premio nella sessione libri fotografici al PX3 di Parigi e al MIFA di Mosca.
Nel 2017 pubblica il suo primo romanzo “Nella pelle sbagliata” edito da Leima Edizioni. Tiene workshop in giro per l’Italia, collaborando con varie realtà. Nel 2019 parte in tour con Jovanotti e con il suo “Jova Beach Party per un libro sul viaggio in Italia a partire dai concerti dal titolo “Jova Beach Party: cronache da una nuova era pubblicato da Rizzoli.
Nel 2020 il suo progetto” Atlante Umano Siciliano” diventa un libro edito da EMUSE.
Nel 2021 collabora con Achille Lauro per il singolo “Solo noi” insieme descrivono le periferie romane. Le fotografie sono state proiettate in prima serata durante la sua partecipazione al festival di Sanremo.
Nello stesso anno collabora con Netflix e Alessandro Cattelan per “Una semplice domanda”, una docu-serie presente sulla piattaforma digitale.
Nel 2022 pubblica con Mimesis Edizioni il saggio “Anima nomade: da Pasolini a una fotografia povera” con l’introduzione di Franco Arminio. Gira fra i vicoli di Palermo il video di “Metiderraneo”, una canzone di Lorenzo Cherubini in arte “Jovanotti”

In collaborazione con Kromart gallery
https://www.csfadams.it/eventi/atlante-umano-siciliano-francesco-faraci/
http://www.kromart.it/atlante-umano-siciliano-francesco-faraci/


Sidereal Messenger

Dove: A plus A Gallery

Quando: 27/01/2024

Anastasiya Parvanova I Sidereal Messenger I A plus A Gallery, Venezia
27 gennaio - 29 marzo 2024
preview 27 gennaio, ore 18


"Ogni conquista nuova della conoscenza umana estende il mistero, rende gli uomini più presi dall'occulto. Non è vero, che la scienza diminuisca le possibilità della poesia. La scienza, con le sue scoperte, aumenta le possibilità della poesia, appunto perché, estende, approfondisce, rende più intenso il mistero. Man mano, che noi conosciamo di più, conosciamo di meno." Giuseppe Ungaretti, intervista RAI, 1961 Giuseppe Ungaretti, intervista RAI, 1961

La galleria A plus A è lieta di annunciare la mostra personale di Anastasiya Parvanova (1990, Burgas, Bulgaria). Sidereal Messenger si presenta come un sogno dell'uomo sulla vita e sulla natura in cui concetti e visioni di astrofisica e astrobiologia si proiettano nella pittura. Il titolo fa riferimento al famoso trattato Sidereus Nuncius in cui Galileo Galilei descriveva per la prima volta al mondo le sue concrete scoperte fatte con un cannocchiale che lui stesso costruì. La mostra è uno spazio liminale tra il sogno e il risveglio, il risveglio e l'addormentamento. È una preghiera della buonanotte di consapevolezza, una brezza mattutina di conoscenza davanti a noi - un portale per l'arrivo del nuovo.

La poesia e la pittura svelano il mondo. Esplorano gli spazi interiori della mente e dell'universo; e il privilegio e la responsabilità di essere umano è di conoscere il mondo e di dare testimonianza con grande cura di ciò che si osserva. Possiamo svelare i segreti di ciò che siamo e di ciò che il mondo può essere. Così facendo, l'immagine che ne ricaviamo può cambiare e con essa il nostro modo di pensare.

Con il pensiero, nel corso della storia, abbiamo lentamente cambiato la grammatica del mondo. Per tentativi ed errori, esplorando e mettendo costantemente in discussione noi stessi, abbiamo adattato l'immagine del mondo che portiamo dentro di noi. Procedendo per errori, scopriamo delle preziose idee di verità, ma una volta stabilite spesso non le mettiamo abbastanza in discussione, mentre la scienza ci insegna che dovremmo accettare di vivere in un'incertezza relativa nel viaggio attraverso la conoscenza. Desideriamo un fondamento assoluto, ma è precisamente la nostra insormontabile distanza da esso che acuisce la nostra disponibilità a cambiare quando si verificano nuove osservazioni.

C'è qualcosa di più grande di noi e noi siamo intrecciati ad esso. Nella pittura come nella scienza, esploriamo questa connessione di noi stessi con tutto. Interessandoci alle scoperte o alle teorie legate alla fisica — il nostro modo scientifico di conoscere la natura — troviamo una ricchezza infinita di conoscenza attraverso cui viaggiare. Essere un viaggiatore della mente ci aiuta a capire chi siamo e cosa possiamo essere. Un continuo ridisegnare il mondo, ma partendo dal passato. Siamo alla continua ricerca di un'immagine del mondo che funzioni meglio di prima. Che cos'è la materia e c’è qualcosa oltre ad essa? Possiamo vederlo? Vederlo attraverso la scienza? Vederlo attraverso l’arte?

Anastasiya Parvanova (1990, Burgas, Bulgaria). Vive e lavora tra Venezia e Sofia. Dopo aver conseguito la laurea in Arti visive e Pedagogia presso l’Accademia di Belle Arti di Sofia, continua i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Venezia dove frequenta il corso di Pittura diretto da Carlo Di Raco e in 2022 si laurea in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo. Dal 2016 fa parte dei collettivi artistici Fondazione Malutta e Tutti la Chiamano la Casa delle Ragazze. Tra le mostre personali recenti: Fili ife e grifi a cura di Treti Galaxie (EATALY ART HOUSE, Verona), The Magic Gate: W.H.Y. Gallery, Hong Kong. Il suo lavoro è stato esposto in mostre in Italia e all'estero. Sidereal Messenger è la seconda mostra personale dell'artista in Italia.


AplusA Gallery,
San Marco 3073
30124 Venezia
Tel/Fax: 0412770466
www.aplusa.it


Verde Mennonita

Dove: CsfAdams

Quando: 19 gennaio 2024 - ore 19:00

VERDE MENNONITA
Di Fabiomassimo Antenozio
Dal 19 al 31 gennaio 2024
Vernissage venerdì 19 gennaio 2024 ore 19.00
Ingresso libero
0rari: dal lunedì al venerdì 10:13 -16:19.
Arrivati in Bolivia all’inizio degli anni ’50 principalmente da Paraguay, Messico e Canada, i Mennoniti boliviani, oggi sono circa 100.000, in continua crescita demografica. Per mantenere la propria cultura quando emigrano in una nuova nazione richiedono alcuni privilegi in particolare la libertà di religione, scuole private dove si insegna esclusivamente la Bibbia ed esenzione dal servizio militare. Sono conservatori e tradizionalisti. Rifiutano ogni forma di modernità, violenza e pigrizia. Non fumano e non bevono. Vivono senza elettricità, automobili, telefoni, televisori, contraccettivi e altre moderne tecnologie che considerano vizi.
Continuano a parlare Plautdietsch (basso tedesco) e pochi uomini parlano correttamente lo spagnolo. Particolarmente difficile è la condizione delle donne, costrette a ruoli subalterni.
Vivono nell’inconsapevolezza della modernità, stritolati da una cultura dagli orizzonti ristretti, da un super-io religioso angosciante e penalizzante, che soffoca la vitalità dell’individuo spesso occultata dai capi religiosi che non permettono lo sviluppo e la conoscenza per proteggerne la cultura.
La loro economia è basata sull’agricoltura, producendo monocolture di mais, grano e soprattutto soia, 16% del PIL, prodotti, geneticamente modificati.
I rapporti delle comunità mennonite con il mondo esterno si limitano alla compravendita di beni agricoli e sono tra i principali acquirenti di agrochimici che utilizzano in larga scala, inconsapevoli dei rischi.
Proprio gli effetti di questo ampio consumo di pesticidi, alcuni dei quali vietati in Europa, ma ancora legalmente venduti in Bolivia, possono essere causa di danni al sistema nervoso centrale, al sistema endocrino e agli apparati riproduttivi con effetti anche cancerogeni per l’uomo.
Inoltre, la scarsa cultura generale, che si affida alla volontà di Dio, dove in pochi parlano spagnolo e ancora meno sanno leggerlo, non permette di seguire le linee guida per maneggiare queste sostanze.
Bio
Fabiomassimo Antenozio è un fotografo commerciale di Roma con la passione del reportage.
Laureato nel 2008, in Grafica e Progettazione Multimediale con 107/110 presso l’Università di Roma,
La Sapienza, Valle Giulia, con una tesi fotografica sull’architettura popolare di Montesacro.
Appassionato da sempre nell’indagre i vari aspetti della realtà, abbandona in parte la grafica, per dedicarsi alla fotografia di reportage.
Nello stesso anno, si iscrive al corso di reportage, presso la scuola CSF Adams di Roma, tenuto dai docenti Tano D’Amico e Dario De Dominicis.
Nel 2010-11, un lavoro sugli All Reds di rugby dell’Ex Cinodromo (Acrobax) di Roma, lo porta alla sua prima mostra collettiva attraverso il CSF Adams. Da questo progetto, nascerà anche l’idea di provare
a lavorare come fotografo commerciale per autofinanziarsi alcuni progetti fotografici.
Nel 2013 e 2014 i primi viaggi in Bolivia dove cerca di raccontare uno dei “pueblos” riconosciuti nello Stato Plurinazionale di Evo Morales, gli Afroboliviani, in particolare nelle regioni dello Yungas, Potosì e La Paz.
Nel 2020, ha inizio il progetto dal titolo “Verde mennonita”, che si interromperà con l’arrivo della pandemiae riprenderà nel 2023.
Questo progetto, composto da 26 fotografie, è arrivato secondo assoluto al concorso Portfolio Italia 2023 della FIAF, inserito nel festival ReWriters 2023 e ha ricevuto la Menzione speciale al Prague photo 2023.
http://www.kromart.it/verde-mennonita-fabiomassimo-antenozio/
https://www.csfadams.it/eventi/verde-mennonita-di-fabiomassimo-antenozio-mostra-fotografica/


Prevalentemente Bianco & Nero

Dove: Galleria Gard - Roma

Quando: 01/12/2023 - 11/12/2023

Prevalentemente Bianco & Nero
mostra collettiva di Arte Contemporanea
ARTISTI : Lorenza Bucci Casari - Marco Castagnini - Silvano Debernardi - Olympia Dotti - Enrico Frusciante - Isarijova - Sonia Mazzoli - Marisa Muzi - Francesca Savi - Alessandro Pellegrini - Pigotta 08 - Sergio Savarino - Vincenza Spiridione
A CURA DI: Sonia Mazzoli e Marina Zatta
La Galleria GARD presenta da venerdì 1 dicembre 2023, una nuova edizione della mostra denominata Prevalentemente BIANCO & NERO, esposizione collettiva di Arte Contemporanea, quattordici sono gli artisti selezionati per questa edizione, diversi per stile, linguaggi e tecniche usate: fotografia e pittura, unico elemento che li accomuna, i due colori: bianco e nero, come visione e interpretazione degli opposti, anche da un punto di vista sociale, dunque bianco & nero come luce/ombra, città/periferia, sogno/realtà, reclusione/libertà, bambini/adulti, incontro/scontro di diversità razziali, etniche e di classe sociale. L’obbiettivo è creare un'esposizione ricca di generi artistici. La mostra si aprirà venerdì 1 resterà visitabile su appuntamento fino all’11 dicembre.
La serata di apertura sarà accompagnata da : Art & Wine - Degustazione di Vini ed eccellenze enogastronomiche a cura di Sommelier Professionisti - Viene chiesto un contributo per la degustazione
Artisti brevi Biografie:
Lorenza Bucci Casari: Nasce a Roma, da padre italiano e madre francese, cresce in un ambiente artistico ed  internazionale. Scrive da sempre, di tutto ed  in varie lingue, ma la poesia è la sua prima spontanea forma di espressione ed anche la più costante, che spesso accompagna i suoi quadri.  Medico per molti anni  non smette mai di scrivere. ma da una quindicina d'anni...  si scopre artista eclettica: dipinge, fa installazioni ed opere tridimensionali anche grandi e spesso luminose.  Crea Gioielli, molto vari, anche per l'alta moda, collaborando con vari stilisti.  anche  per Raffaella Curiel tra Roma e Milano. Ha esposto in tutto il mondo e vinto vari premi .La sua ultima personale con retrospettiva si è svolta nel 2012, a Roma. Nel 2013, nelle Marche, allestisce “Trasparenze”,  una sua personale, presentando una collezione inedita realizzata in plexiglass. Poi, 9 anni fa , realizza il suo sogno e crea di sana pianta, un Art Hotel a Bahia in Brasile www.aossinosdosanjos.com  - www.lorenzabuccicasri.com.

Marco Castagnini: Cuoco professionista, da sempre appassionato di fotografia e di macchine fotografiche storiche, usa quasi esclusivamente Hasselblad 500cm o Leica R7, stampa spesso i suoi scatti su pellicola da solo in camera oscura. A volte nascono degli scatti anche in digitale con la sua Fuji xt10.

Silvano Debernardi: Nato a Biella il 29/05/1956. Tra la seconda metà degli anni ’70 e i primi anni ’80 ha seguito corsi di pittura. In qualche modo ha assorbito l’insegnamento del suo antico maestro C. Morelli: scuola romana del dopoguerra e realismo. In seguito ha proseguito come autodidatta, sperimentando diverse tecniche. Laureato in filosofia ha partecipato a diverse esposizioni.

Olympia Dotti: Nasce a Roma il 21 Novembre 1967, fin da piccola, a 7 anni, decide che essere Artista sarà il suo Mondo, quando a Roma il land Artist Christo  nel 1974, impacchetta le Mura Aureliane, fu Amore a prima vista. Frequenta anche lo Studio del Pittore Renato Guttuso (Suo Zio) dove rimane impressionata dall'Odore acre dei Tubetti ad Olio ed i loro vividi Colori, che influenzeranno tutto il suo lavoro da Colorista, anche se passerà ad un Medium più rapido come l' Acrilico. Partecipa a varie Mostre come Artista del Gioiello dopo aver seguito la prima annualità presso lo IED Dipartimento di Moda, per poi volare in Inghilterra e Diplomarsi alla "Pardon School of Specialized Decoration" per passare a Ginevra per Studiare Scenografia Teatrale all' " Ecole de Decor de Teatre" per volare in USA a "RISD" la migliore Scuola di Design USA. Tornata in Italia frequenta i Corsi dell' Aura-Soma dell' ASIACT Academy Sience International of Color Tecnologies  e fonda un Piccolo Museo,  il MIAF, Museo, Italiano, Arte, Felina Piccoli e grandi Felini tra Arte – Natura e Curiosità - Ha esposto in diversi Spazi Museali in Italia e all' Estero.

Enrico Frusciante: Nato a Terracina, consegue la Maturità Artistica nel 1975 presso il Liceo Artistico Statale di Latina. Dopo il percorso di formazione in ambito artistico, Enrico Frusciante allestisce la sua prima personale a Latina nel 1986. In quella occasione presenta opere dal forte accento realista-fotografico. Oltre alla ricerca di una propria personale linea espressiva, inizia ad indagare sulle possibilità tecniche che il mezzo fotografico può offrire. Sulla scia di Man Ray e Luigi Veronesi, ma soprattutto di Louis Daguerre, inizia a disegnare con la luce direttamente sulla carta fotografica. Parte così la sua indagine sul reale e sulla realtà, sulle loro molteplici sfaccettature e punti di vista. Tra le sue serie più importanti si segnalano “Strutture” del 1989-90 e “Presenze” del 1991-93. La ricerca “Frammenti” ha inizio nel 1996 e continua fino al 2009. In questo anno il suo interesse si sposta sull’essenzialità e l’eleganza del carattere tipografico da stampa, ma successivamente considererà anche le forme e i colori in uso nella pubblicità o comunque presenti sulle riviste di moda e costume. E’ così che alla serie iniziale delle “Tracce” e quella successiva degli “Elementi”, sviluppate entrambe con l’uso del tradizionale mezzo pittorico, si affiancherà quasi subito la serie “Traccia di tracce”, che si avvarrà dell’immediatezza del mezzo fotografico, per fissare idee e visioni che potessero contenere al loro interno, il senso fisico di spazio e tempo mantenendo invariato l’oggetto dell’indagine e cioè i colori, le immagini ed i caratteri da stampa usati nella pubblicità dalle riviste di moda. Nel 2010 inizia a cercare collegamenti tra forme, immagini multimediali e quelle sino ad allora indagate della tradizione pittorica. Comincia così nel 2012 la serie “Interferenze” Le prime opere di questa nuova serie sviluppata con l’uso della fotografia saranno presentate nel 2013 in occasione della mostra Artitaly tenutasi nella Halle 50 della Domagk Ateliers di Monaco di Baviera. Da quel momento il suo impegno è volto all’indagine delle connessioni tra linguaggio multimediale e tradizionale.

Valentina Forcina, in arte Isarijova: Nata a Roma nel 86, geometra con la passione per l’architettura e design, la passione per la fotografia nasce da giovanissima, in quarta elementare con le macchine analogiche e con la polaroid (one shot, one kill ). Con il passare degli anni la passione si evolve con la tecnologia e il senso del design e si trasferiscono sui complementi d’arredo manipolando il legno, e unendolo ai led con le lightbox. Frequenta il corso di Decorazione per gli spazi architettonici dell’accademia delle belle arti di Roma. L’arte va vissuta tutti giorni, anche solo cinque minuti al giorno bastano per cambiarti l’espressione in volto, per cambiarti prospettiva e farti assaporare la vita di tutti i giorni.

Sonia Mazzoli: Nasce a Roma il 30 dicembre del 67, inizia il suo percorso creativo giovanissima manipolando argilla in un ambiente familiare molto creativo che assieme al gusto del creare dal nulla le dà la spinta iniziale. Comincia realizzando gioielli per poi proseguire le sue sperimentazioni con disparati materiali come pietre dure, cartapesta , con una spiccata predilezione per il riciclo. Le sue principali fonti di approvvigionamento sono le discariche e la mania di conservare sempre tutto! Consegue il Diploma di Maestro d’Arte al Silvio D’Amico di Roma e frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma sez. Scenografia. Nel 95 è socia fondatrice di GARD Galleria Arte Roma Design. 

Marisa Muzi: Nasce a Roma dove vive e lavora alternando esposizioni tra Lucca – Sulmona e Pettorano sul Gizio (AQ). Fino ai 30 anni vive tra gli artisti di Villa Sthrol Fern, frequenta gli studi d’Arte dei suoi insegnanti Marina Haas Palloni e Kristen De Neve. Per Marisa Muzi dipingere è l’essenza della vita, affronta dei temi che sono anche il suo percorso di vita , ed ecco tartarughe, bicchieri, volatili, elefanti ed orme, bambù, scimmie e cammelli non per altro donne, fiori e paesaggi, questi temi la portano ad usare diversi materiali, la carta smeriglio e il cemento negli elefanti, stoffe e carte per i bicchieri, garze scaiola per arrivare a materiali di estremo recupero, come avvolgere un quadro con del cellofan nelle “ Donne scienziato” e usare cristalli di bicchieri rotti per i suoi “ Bambù“. Le sue passioni sono la Pittura, lo Yoga e la Poesia.Le sue opere sono in collezioni private in Italia e all’estero.

Alessandro Pellegrini: Nato e cresciuto a Roma, Alessandro Pellegrini sviluppa già a 3 anni la passione per il disegno, anche su incoraggiamento della madre (anch'ella illustratrice). Si diploma presso il Liceo Artistico A. Caravillani di Roma e completati gli studi intraprende un percorso individuale che lo spinge ad allontanarsi dall'uso classico dei materiali, a favore di continue sperimentazioni in cui l'amore per il colore è sempre protagonista. La prima fase di rottura coincide con la sostituzione della matita con tagli e screpolature del foglio su cui giocano acquerelli e chine. Successivamente inizia ad usare materiali di riciclo come supporti per le opere e sorpreso dagli effetti del colore su essi, nel corso del tempo introduce anche nuovi materiali che si mescolano con il colore (bitume, cemento, polistirolo, plastica, gesso e altri), dando di fatto avvio ad una nuova fase che l'avvicina all'arte materica. Parallelamente, la continua esplorazione lo conduce, nel 2015, al progetto "Stampe ad acquerello": esso consiste nell’utilizzo di una tecnica innovativa in cui l'acquerello diluito viene immesso sul foglio attraverso dei fori sull'acetato, rendendo il colore molto più vivo e le sfumature caratteristiche. L’effetto è ottenuto secondo uno schema che Pellegrini realizza ponendo dei piccoli pesi al di sopra dell’acetato; in questo modo il colore viene impresso maggiormente in alcuni punti, creando peculiari sfumature e velature. Tutto ciò è dunque reso possibile tramite la deprivazione di ossigeno e la lenta asciugatura dell’acquerello, che aiutano a sedimentare i pigmenti diversamente. Recentemente è impegnato nell'ambizioso compito di far convergere tutte le precedenti esplorazioni in un nuovo stile dinamico, che mantenga un equilibrio tra i materiali e che onori, come sempre, il colore.

Francesca Savi: Nasce a Roma nell’aprile 1979. L’influenza del padre Massimo, artista poliedrico, la fa crescere in un mondo che parla il linguaggio dell’arte e la rende capace di intuire il messaggio segreto di bellezza che si trova dietro ogni espressione artistica ispirata. Oggi continua ad emozionarsi davanti a tale bellezza e tenta di produrre arte con questo scopo.

Szymko Malgorzata Stanislawa in arte Pigotta08: Nasce nel 1971 a Lesna in Polonia ad un certo punto della sua vita decide di fare un cambiamento radicale e si trasferisce a Roma, dove vive e lavora ormai da più di 30 anni.  Ha sempre avuto la passione per la fotografia. Osservare il mondo attraverso l’obbiettivo della sua macchina fotografica, lo ritiene il modo migliore o meglio lo strumento migliore per rivelare la natura umana. Una foto è come un'impronta digitale che non può o meglio non si deve falsificare. Le sue opere toccano quasi sempre tematiche sociali.

Sergio Savarino: Nato a Roma nel 1951, e' vissuto in Sicilia dove si e' laureato in Fisica. Si e' trasferito per lavoro in Lombardia e poi a Roma dove vive da anni. Ha partecipato a convegni culturali, con relazioni centrate su nessi fra scienza, arte e architettura. Pubblica lavori su argomenti di astrofisica con attenzione ai processi mentali nello studio della realtà.  Pratica da sempre la fotografia come documentazione di viaggio, come esercizio di osservazione di aspetti insoliti e non banali, come stimolo per sguardi troppo spesso distratti e frettolosi.  Espone presso la Galleria Arte Roma Design, accompagnando talvolta le foto con brevi citazioni letterarie e testi descrittivi.

Vincenza Spiridione: Pittrice autodidatta fin dall’adolescenza, di origine lucana, vive e lavora a Roma. Dopo studi classici e giuridici, segue la propria inclinazione artistica conseguendo il diploma in scultura e pittura antica. Nel 2017 si laurea in Sacra teologia, a completamento di una formazione umanistica che traspare nella sua arte. Scrittrice ha pubblicato il romanzo “Se è Amore. L’antefatto”, primo di una trilogia (2020) e "Se è amore. Il conflitto" (2023). Da sempre si dedica alla poesia e composizione di brani musicali che esegue alla chitarra. Abilità tecniche ed esperienze in scultura e pittura Scultura: Modellato argilla, gesso, pietra leccese, siporex, poliuretano, polistirolo, plexiglass, gomma piuma. Formatura. Fusione a cera persa. Elementi di ceramica: ingobbio. Pittura: Tempera all'uovo, encausto, affresco; uso del pigmento per olio, acrilico, gouache su varie tipologie di supporto. Elementi di acquarello. Elementi di tecnica dell'icona. Abilità a disegnare manualmente opere di grandi dimensioni. La Spiridione rappresenta la propria visione della realtà attraverso un personale linguaggio figurativo che le consente di sintetizzare le forme, di plasmare la materia assecondandone potenzialità e caratteristiche, raggiungendo l’immediatezza del messaggio informale, con rimandi figurativi, simbolici e concettuali che valorizzano il segno. Nella scultura come nella pittura, la materia e gli strumenti a disposizione condizionano l’opera: le abilità tecniche e le qualità progettuali dell’artista costituiscono il mezzo per una comunicazione che trascende la realtà. Alla radice del suo lavoro originale sta il messaggio autentico e viscerale mirato a rappresentare contraddizioni e drammi del nostro tempo, in particolare il quello delle migrazioni dai paesi del sud del mondo, spesso in guerra. (rif Progetto UOMODOVEVAI). L’impegno nel sociale tende al superamento delle condizioni di sfruttamento ed annientamento dell’essere umano, affinché prevalga la cultura della Persona, sulla base dei valori della accoglienza, della giustizia, della pace e dell'Amore, unica risposta ai mali dell'uomo nel mondo "globalizzato".

Galleria Arte Roma Design è una storica galleria aperta negli anni ’90 che ha nel tempo progettato centinaia di eventi d’arte e di design in Italia e all’Estero, con più di 1.000 artisti e designer. Situata nel cuore di Roma, tra i Gazometro e il sito archeologico della Piramide Cestia, a due passi del Cimitero Acattolico in cui riposano molte personalità della Storia e della Cultura e della Centrale Montemartini, spazio industriale adibito a Museo Archeologico.

Soqquadro è un'associazione culturale che nasce nell'ottobre del 2000 e da allora ad oggi ha realizzato più di 150 mostre in spazi pubblici e privati, in Italia e all'Estero, collaborando con circa 500 artisti, pittori, scultori, fotografi, video artisti, performer, designer.


DOVE: GARD Galleria Arte Roma Design - V. Dei Conciatori 3/i (giardino interno) M Piramide
INAUGURAZIONE: Venerdì 1 dicembre dalle ore 18.30 - alle ore 22.00
DURATA : Dal 1 all’11 Dicembre 2023
ORARI: Dalle 12.30 alle 21.30 - dal lunedì - al sabato - ( visitabile solo su appuntamento WhatsApp o Sms )
INGRESSO: libero - Info e Prenotazioni +39 340.3884778 - Infomail: soniagard@gmail.com


Hôtel-Dieu - A plus A Gallery

Dove: A plus A Gallery

Quando: 24/11/2023 - 20/01/2024

Hôtel-Dieu
A plus A Gallery
a cura di A plus A Gallery e School for Curatorial Studies Venice 
24 novembre 2023 - 20 gennaio 2024
 
orari di apertura: 
dal mercoledì al sabato, 11.00 - 18.00
e su appuntamento
Artisti: Giulia Maria Belli, Alessandro Bevilacqua, Thomas Braida, Ornella Cardillo,
Simone Carraro, Francesco Casati, Nina Ćeranić, Weichao Chen, Nebojša
Despotović, Daria Dmytrenko, Jingge Dong, Bruno Fantelli, Greta Ferretti, Leonardo
Furlan, Enej Gala, Bogdan Koshevoy, Giulio Malinverni, Anna Marzuttini,
Alesssandro Miotti, Sebastiano Pallavisini, Anastasiya Parvanova, Edison Pashkaj,
Barbara Prenka, Simone Rutigliano, Pierluigi Scandiuzzi, Mattia Varini, Francesco
Zanatta.
  
Il nome Hôtel-Dieu significava nel Medioevo il più grande alloggio della città. Era
gratuito per i poveri, mentre ai ricchi veniva chiesto di pagare per il loro soggiorno.
Queste antiche istituzioni europee erano destinate a ospitare i senzatetto e i
bisognosi, nonché i viaggiatori di ogni genere. Gli ordini religiosi li gestivano secondo
una tradizione di gentilezza e misericordia. Si trattava di un luogo di ospitalità e di
preghiera, unito a un programma non tanto nascosto di evangelizzazione. Serviva
anche come ospedale, ma non esisteva ancora l'idea di un luogo unico riservato alle
sole cure mediche. Si può definire una grande locanda medievale, che forniva anche
alloggi. Solo a partire dal XVI secolo, gli ospiti, sempre di più, erano ricoveri di malati
cronici. Si potrebbe dare un'occhiata agli scritti di Michel Foucault per avere un
quadro forse più sinistro, ma anche più chiaro, di come le istituzioni mediche sono
state create nel corso del tempo. 
 
La filosofia di un Hôtel-Dieu, della gestione di una locanda nel Medioevo, così come
quella di una galleria d'arte contemporanea oggi, è più o meno questa: "Il povero è
felice quando il ricco si diverte". E la Bohème - parola che indica i gitani, che nella
Francia del XIX secolo provenivano per lo più dalla Boemia, ma che nella semantica
si riferisce allo stile di vita di poeti e artisti, che provenivano per lo più dalla classe
media e alta - è, come commenta Walter Benjamin nel suo Esilio parigino e in fuga
dalla Germania nazista, guardando al passato europeo, la Bohème è: "la palestra
della vita artistica; è il trampolino di lancio verso l'Académie, l'Hôtel-Dieu o la
Morgue" 1. 
 
La gente povera non ha una moda così come non ha una storia, e le sue idee, i suoi
gusti sono stati raramente rintracciati o trasmessi attraverso i secoli. Ma in un Hôtel-
Dieu si può sicuramente trovare un assaggio della loro estetica. È qui che si espone
la fotografia, il disegno, il libro, la lettera, il manifesto, l'unica cosa che si è stato in
grado di salvare, mentre tutto il resto è andato perduto o ci è stato rubato. Magari è
un disegno di Paul Klee con un angelo, o forse un oggetto puramente casuale della
nostra vecchia casa, ma è l'oggetto che ti è rimasto e sta con te. È solo in un Hôtel-
Dieu che si capisce il vero valore della bellezza e delle cose.
 
L'Hôtel-Dieu, luogo di preghiera e di restauro alle origini, si è disintegrato in epoca
moderna trasformandosi sempre più in un ospedale illuminato e scientificament

organizzato, da un lato, e in un rifugio per i senzatetto della prima
industrializzazione, dall'altro. In seguito, si è addirittura trasformato in un ricovero per
le masse disoccupate e impoverite del primo Novecento. Nel secolo precedente al
nostro attuale millennio Charlie Chaplin è diventato il più grande comico perché ha
incorporato in sé la paura più profonda dei suoi contemporanei: l'impoverimento. Il
XX secolo è stato un secolo in cui c'è stato il divieto del teatro dei burattini in Italia e
il divieto dei film di Chaplin nel III. Reich, perché ogni marionetta poteva mettere in
mostra il mento di Mussolini e ogni centimetro di Chaplin poteva mettere a nudo la
squallidezza del Führer. 2
 
Uno di questi rifugi per senzatetto in cui l'Hôtel-Dieu decadeva, mentre venivano
costruiti grandi ospedali moderni come annunci per le esigenze logistiche delle
prossime guerre mondiali, era il Männerwohnheim nella Meldemannstrasse di
Vienna. "Nell'autunno del 1909", scrive Reinhold Hanisch su The New
Republic nell'aprile 1939: "il vicino alla mia destra aveva un'aria triste e così gli
facemmo delle domande. Da diversi giorni viveva sulle panchine del parco, dove il
suo sonno era spesso disturbato dai poliziotti. Era arrivato qui stanco morto,
affamato, con i piedi doloranti. Il suo vestito a quadri blu era diventato lilla. Era
venuto a Vienna nella speranza di guadagnarsi da vivere qui, dato che aveva già
dedicato molto tempo alla pittura a Linz, ma le sue speranze erano state
amaramente deluse... Il giorno dopo stava pianificando un nuovo progetto. Aveva
visto. Il tunnel, un film tratto da un romanzo di Bernhard Kellermann, e mi raccontò la
storia. Un oratore tiene un discorso in un tunnel e diventa un grande tribuno
popolare. Aveva successo con gli abitanti del Männerwohnheim, perché erano
sempre pronti a divertirsi e lui era una sorta di svago per loro." 3 
 
"Finché ci sarà un mendicante, ci sarà il mito"; è un altro famoso detto di
Walter Benjamin. Guardando al XX secolo, un filo conduttore ha caratterizzato la sua
prima metà: L'estetica più progressista per la folla, come chiaramente visibile nei
gesti di Chaplin, o nelle avventure del povero Topolino e dello sfortunato paperino (Il
Donald) che fa la voce grossa, si affidava completamente al topos del barbone
disoccupato. Le masse diseredate, sprovveduti e impreparate ai grandi cambiamenti
in atto si esibivano nella prima metà del secolo scorso negli avatar allegorici di un
topo, di un povero mendicante o di un papero, davanti alla macchina da presa, e il
pubblico veniva colto da una risata liberatoria guardandosi nello specchio sullo
schermo. L'estetica di Chaplin e di Walt Disney sapeva che la folla istintivamente
comprendeva e percepiva perfettamente nella sua carne ciò che l'impoverimento
sistematico significava per la sua vita. Lo stesso valeva per l’estetica regressiva
fascista. Entrambi Hollywood e il Nazionalsocialismo traevano a loro modo
ispirazione e propellente dalla paura dell'impoverimento, dalla paura di essere
smembrati, sminuiti, lasciati senza tradizioni e senza identità e fatti a pezzi dalla
macchina dei tempi moderni. La realtà sociale era a quel tempo per la maggior parte
delle persone la vita del barbone disoccupato, la realtà dell'ingiustizia sociale e della
sistematica e ingiusta distribuzione della ricchezza. 
 
La storia non si ripete mai, come già sapeva Søren Kierkegaard. La storia si
presenta sempre con una svolta interessante e sorprendente. Ma ancora oggi il
razzismo non è solo una condizione mentale o linguistica. Il razzismo si fonda anche
su realtà economiche e probabilmente ancora oggi, come nella Repubblica di
Weimar e in quasi tutti i casi della storia umana, è il risultato di una sistematica e

ingiusta distribuzione della ricchezza in una società per un periodo di tempo troppo
lungo, il risultato di una metodica e ingiusta socializzazione delle perdite e
privatizzazione dei profitti. Anche le guerre civili e le guerre tra nazioni si basano
principalmente su queste ragioni. Ancora oggi lo spettro della paura che perseguita il
mondo è la paura del fallimento economico privato o nazionale, la paura
dell'immigrazione di massa, la paura che il clima e l'atmosfera globale cambino in
peggio, la paura di una strana malattia fisica e spirituale che ci infetterà tutti in futuro.
E ancora oggi l'arte ha bisogno di giocare con la mitologia per esistere, e un mito
globale ambiguo con cui giocare è sicuramente l'Hôtel-Dieu. È in queste settimane,
prima e dopo il Natale 2023, che vogliamo dedicare una mostra in galleria A plus A a
Venezia a questo mito.
 
1 Walter Benjamin, Arcades Project, The Belknap Press of Harvard University Press, p. 585
2 Walter Benjamin, Hitlers Diminished Masculinity. In: Selected Writings vol 2, part 2, edited by Michael W.
Jennings, Howard Eiland and Gary Smith, The Belknap Press of Harvard University Press, p. 792
3 Reinhold Hanisch, I was Hitlers Buddy. In : The New Republic, April 5, 1939
Contatti:
A plus A Gallery
San Marco 3073, Venezia
Mail info@aplusa.it
Tel +39 041 277 0466
www.aplusa.it


Praga photo 2'023

Dove: Praga

Quando: 14 -19 novembre 2023

Il Prague Photo Festival giunge quest'anno alla sua 15a edizione.

Come da tradizione, il Centro Sperimentale di Fotografia Adams partecipa a questa vetrina internazionale proponendo una scelta di opere e progetti di autori accuratamente selezionati. L'offerta di questa edizione, che si terrà nel prestigioso Palazzo Glam Gallos, si caratterizza per la coerenza stilistica e narrativa delle opere, per l'attenzione alle tematiche contemporanee senza rinunciare all'afflato della scrittura poetica. Gli autori che partecipano per CSF Adams al Prague Photo sono:

Vincitore del bando di concorso
Ingrid Dorner con Liminal

Menzione speciale:
Fabiomassimo Antenozio - Verde Mennonita
Carlo Barberio - Grazie a Dio per la mia vita

Mostra personale
José Witteveen e Natalia Diaz - Orlando (artista in residenza csfadams 2022)
Natalia - Ortiz Mantilla - Huele a Lluvia" (premio fotografico IILA 2022)
Monica Toscani - Poetica delle rovine contemporanee (curatore Gabriele Agostini)
Francesca Cao - Il coraggio di essere un desiderio (selezione Kromartgallery)
Paula Jesus - Sit - Down Babies (selezione Kromartgallery)
Michele Iacobini - Wabi Sabi (curatore Luisa Briganti)
Joseph La Mela - La grotta (curatore Gabriele Agostini)

Mostra collettiva:
Selezione Csfadams
Simona Caprioli
Gianluca Coppeto
Stefania Cuozzo
Alberto Lucarelli
Maria Roberta Rocchi

Under 30
Mattia Caione
Anna Flore
Valentina Paparozzi
Aurora Ruffini
Altre informazioni
Praga foto
Galleria Kromart
info@csfadams.it
https://www.csfadams.it/eventi/praga-photo-2023/


Segni Parole Sogno

Dove: Galleria Gard - Roma

Quando: dal 20/10/2023 al 04/11/2023

Segni Parole Sogno Esposizione personale di

Alessandro Pellegrini


A cura di: Sonia Mazzoli e Marina Zatta

La GARD Galleria Arte Roma Design presenta da venerdì 20 ottobre la mostra personale di Alessandro Pellegrini "Segni Parole Sogno"

Nel suo testo “L’Artista, il Colore, la Materia” Marina Zatta scrive di Pellegrini: “la scelta della Materia è più che mai determinante, sia che generi le trasparenze dell’acquerello, sia che venga proposta la corposa lucentezza dell’olio e, ancor più, nelle opere in cui Alessandro stesso crea il sostrato con cui realizza parte dei suoi lavori. Il leitmotiv che unisce queste opere è il creare, attraverso la sperimentazione e un rapporto di interscambio concreto con materia e colore, sensazioni in cui lo sguardo dello spettatore si sperde ipnotizzato. Una narrazione che sembra scaturire dai meandri del cervello dell'artista per insinuarsi in quello di chi osserva. Alessandro opera di notte, immerso nel silenzio, per sviscerare le sue sensazioni e trasporle al fruitore, dando vita a un sogno collettivo a cui partecipano, come figure vive, il colore e la materia, in forme che potrebbero sembrare casuali, ma in realtà sono il frutto di un’accurata ricerca. Negli acquerelli il colore si spande come gocce di pioggia colorata che, nel congiungersi con la carta, diviene fiumi, laghi, onde del mare, creando effetti che ricordano vagamente le sensazioni dei test di Rorschach, ma non speculari, come se Alessandro volesse proiettare i suoi lavori nella mente dello spettatore per carpirne il pensiero. Certamente però il suo intento non è psicanalizzare chi guarda ma, al contrario, lasciare scie in cui il fruitore può far vagare liberamente le sue sensazioni, anche recondite, per viverle e assaporarle. Questo si accentua quando Pellegrini genera direttamente la materia con cui opera: amalgamando cemento, gesso, polvere di vetro e sabbia, vernici immaginate e create dall’artista, Alessandro dà vita a labirinti materici, in cui ciò che sporge sembra riassorbire sè stesso in cunicoli di colore, caos magmatico che cattura la percezione visiva e sensoriale.

Alessandro Pellegrini: è nato e cresciuto a Roma, Alessandro Pellegrini sviluppa già a 3 anni la passione per il disegno, anche su incoraggiamento della madre (anch'ella illustratrice). Si diploma presso il Liceo Artistico A. Caravillani di Roma e completati gli studi intraprende un percorso individuale che lo spinge ad allontanarsi dall'uso classico dei materiali, a favore di continue sperimentazioni in cui l'amore per il colore è sempre protagonista. La prima fase di rottura coincide con la sostituzione della matita con tagli e screpolature del foglio su cui giocano acquerelli e chine. Successivamente inizia ad usare materiali di riciclo come supporti per le opere e sorpreso dagli effetti del colore su essi, nel corso del tempo introduce anche nuovi materiali che si mescolano con il colore (bitume, cemento, polistirolo, plastica, gesso e altri), dando di fatto avvio ad una nuova fase che l'avvicina all'arte materica. Parallelamente, la continua esplorazione lo conduce, nel 2015, al progetto "Stampe ad acquerello": esso consiste nell’utilizzo di una tecnica innovativa in cui l'acquerello diluito viene immesso sul foglio attraverso dei fori sull'acetato, rendendo il colore molto più vivo e le sfumature caratteristiche. L’effetto è ottenuto secondo uno schema che Pellegrini realizza ponendo dei piccoli pesi al di sopra dell’acetato; in questo modo il colore viene impresso maggiormente in alcuni punti, creando peculiari sfumature e velature. Tutto ciò è dunque reso possibile tramite la deprivazione di ossigeno e la lenta asciugatura dell’acquerello, che aiutano a sedimentare i pigmenti diversamente. Recentemente è impegnato nell'ambizioso compito di far convergere tutte le precedenti esplorazioni in un nuovo stile dinamico, che mantenga un equilibrio tra i materiali e che onori, come sempre, il colore.

Cenni Storici - Galleria Arte Roma Design: 
Nasce nel 1995, con la funzione di editore, promotore, produttore e distributore di Arte e Design Autoprodotto. Nel tempo le sono stati riconosciuti contenuti di particolare creatività e fantasia sia da Istituzioni Pubbliche sia dai media che hanno seguito sempre con grande interesse l’evoluzione della Galleria diventata un importante punto nevralgico per gli artisti emergenti, un punto di raccordo e sperimentazione. Negli anni, numerosi personaggi del mondo della pittura, del design, della poesia, del teatro e del cinema, si sono avvicinati alla Galleria collaborando con il suo staff in numerose iniziative. Dal 1997 GARD sceglie come ubicazione uno spazio di 600 mq. tra il Gazometro e la Piramide Cestia, ex zona industriale del vecchio porto fluviale di Roma; spazio multifunzionale che si presta periodicamente per esposizioni ed eventi di arte, design e cultura, affiancando attività di promozione a laboratori creativi dedicati alla manualità, dedicando una specifica attenzione alla sperimentazione di nuovi linguaggi artistici e all’utilizzo di materiali di recupero e riciclo. Il 20 ottobre 2011 la Galleria viene coinvolta nell’alluvione di Roma ed è costretta a chiudere. Ci vogliono tre anni per poter bonificare e riqualificare i locali, tamponare e far fronte ai molti danni, viene fatto un progetto e un intervento di riduzione spazi e nuova destinazione d’uso di alcune aree. GARD, ha saputo tuttavia far fronte, specie in questi ultimi anni, agli innumerevoli problemi insorti con la solita volontà e grinta che l’hanno sempre contraddistinta.

Cenni Storici : Soqquadro è un'associazione culturale che nasce nell'ottobre del 2000 e da allora ad oggi ha realizzato più di 150 mostre in spazi pubblici e privati, in Italia e all'Estero, collaborando con circa 500 artisti, pittori, scultori, fotografi, video artisti, performer, designer.

La serata di apertura sarà accompagnata da : Art & Wine - Degustazione di Vini ed eccellenze enogastronomiche a cura di Federica Christine Marzoli - Viene chiesto un contributo per la degustazione

Dove: GARD Galleria Arte Roma Design - V. Dei Conciatori 3/i (giardino interno codice entrata 9090) M Piramide
Inaugurazione: Venerdì 20 Ottobre - dalle 18.30 alle 21.30 Degustazione : Art & Wine - Vini ed eccellenze enogastronomiche
Durata : Dal 20 Ottobre al 4 Novembre 2023
Orari: Dalle 16.30 alle 19.30 - dal lunedì al sabato
visitabile solo su appuntamento “ WhatsApp o Sms”
Info e Prenotazioni +39 340.3884778 - Info mail: soniagard@gmail.com
Ingresso: libero


Arte & Parole

Dove: Galleria Gard - Roma

Quando: dal 20/10/2023 al 04/11/2023

Arte & Parole
mostra collettiva di arte contemporanea

Artisti Selezionati: Lorenza Bucci Casari - Maria Gabriella Cardinali - Monica Casali - Silvano Debernardi - Olympia Dotti - Sabrina Faustini - Enrico Frusciante - Sonia Mazzoli - Marisa Muzi - Giulia Pissagroia - Roberto Saglietto - Federica Scoppa - Vincenza Spiridione

A cura di: Sonia Mazzoli e Marina Zatta

La GARD Galleria Arte Roma Design presenta da venerdì 20 ottobre due esposizioni, la mostra personale di Alessandro Pellegrini "Segni Parole Sogno" e l’esposizione collettiva di Arte contemporanea denominata ” ARTE & PAROLE” giunta alla IX° edizione e inserita nel circuito RAW - Rome Art Week “ La settimana dell’arte contemporanea” 23/28 ottobre 2023.

ARTE & PAROLE è una delle mostre che la Galleria Gard propone a cadenza annuale,  il padrino del progetto era Remo Remotti ( attore, poeta e artista Romano ) , dopo la sua scomparsa è stato deciso di dedicare a lui le edizioni a venire.  Parte della serata inaugurale verrà dedicata alla parola. Tredici sono gli artisti selezionati , diversi per stile, linguaggi e tecniche usate, l'obiettivo è creare un'esposizione ricca di generi artistici che rende omaggio alla parola creando una con-fusione tra comunicazione verbale e visiva, il comune denominatore delle opere in esposizione è l’unione dell'opera con la parola, intesa non solo come parola reale, ma come verso, poesia, a volte immaginaria, collegata inconsciamente all'opera stessa.

Una sala sarà dedicata alla Mostra Personale di Alessandro Pellegrini, dal titolo “Segni Parole Sogno”.

La serata di apertura sarà accompagnata da Art & Wine - Degustazione di Vini ed eccellenze enogastronomiche a cura di : Federica Christine Marzoli - Viene chiesto un contributo per la degustazione

Artisti esponenti:
Lorenza Bucci Casari: Nasce a Roma, da padre italiano e madre francese, cresce in un ambiente artistico ed  internazionale. Scrive da sempre, di tutto ed  in varie lingue, ma la poesia è la sua prima spontanea forma di espressione ed anche la più costante,che spesso accompagna i suoi quadri.  Medico per molti anni  non smette mai di scrivere. ma da una quindicina d'anni…  si scopre artista eclettica: dipinge, fa installazioni ed opere tridimensionali anche grandi e spesso luminose.  Crea Gioielli, molto vari, anche per l'alta moda, collaborando con vari stilisti.  anche  per Raffaella Curiel tra Roma e Milano. Ha esposto in tutto il mondo e vinto vari premi .La sua ultima personale con retrospettiva si è svolta nel 2012, a Roma. Nel 2013, nelle Marche, allestisce “Trasparenze”,  una sua personale, presentando una collezione inedita realizzata in plexiglass. Poi, 9 anni fa , realizza il suo sogno e crea di sana pianta, un Art Hotel a Bahia in Brasile www.aossinosdosanjos.com  - www.lorenzabuccicasri.com.

Maria Gabriella Cardinali: Nasce a Roma dove vive e lavora.
Si laurea con lode in Lettere alla Università “La Sapienza “ di Roma .
Nel 1984 consegue il diploma in Arte Plastica alla Scuola di Arti Ornamentali “ San Giacomo” di Roma e successivamente approfondisce l’arte ceramica con le ceramiste Nicoletta Sauve e Gloria Migliacca.
Negli anni 1990-2004 il suo interesse si sposta dalla ceramica al vetro e diviene titolare di un suo laboratorio per la creazione di vetrate artistiche legate a piombo e complementi d’arredo a tecnica Tiffany, mosaico, collage.
Dal 2005 l’argilla ritorna ad essere il suo mezzo espressivo predominante e dal 2009 collabora con la ceramista Nicoletta Sauve presso la Scuola d’Arte Ceramica Terraforma di Roma, dove attualmente insegna scultura e decorazione ceramica.
Lavora principalmente la porcellana, che ama accostare alla terracotta proprio per il forte contrasto tra la raffinatezza e morbidezza dell’oro bianco e la ruvida crudezza della terra rossa.
Oggi il suo interesse per la scultura ceramica la porta a spaziare tra la scultura contemporanea in porcellana e il figurativo.

Monica Casali: In arte Monicasali. Nata a Roma, sono un sagittario del 1974.
Cresciuta in una famiglia portata alla creatività, ho sempre avuto stimoli a  dipingere, trasformare , riciclare, disegnare. Quello che era un gioco è diventato la Mia ARTE. Autididatta, a forza di sperimentare tecniche pittoriche e materiche di ogni genere, ho creato il mio stile! Un genere di Pop Art che ripropone temi vintage cari a tutte le generazioni, con un misto di Tromphe l' oeil e arte materica, condito dall' utilizzo appropriato di colate di resina che rendono i soggetti ancora più reali e tridimensionali.
Le auto rinascono sulle mie tele e i pezzi veri e spesso usati, vissuti, riciclati continuano a raccontarie storie di vita non più su strada…ma su tela!  I fari si illuminano, le auto sembrano uscire dalla parete.

Silvano Debernardi: Nato a Biella il 29/05/1956. Tra la seconda metà degli anni ’70 e i primi anni ’80 ha seguito corsi di pittura. In qualche modo ha assorbito l’insegnamento del suo antico maestro C. Morelli: scuola romana del dopoguerra e realismo. In seguito ha proseguito come autodidatta, sperimentando diverse tecniche. Laureato in filosofia ha partecipato a diverse esposizioni.

Olympia Dotti: Nasce a Roma il 21 Novembre 1967, fin da piccola, a 7 anni, decide che essere Artista sarà il suo Mondo, quando a Roma il land Artist Christo  nel 1974, impacchetta le Mura Aureliane, fu Amore a prima vista. Frequenta anche lo Studio del Pittore Renato Guttuso (Suo Zio) dove rimane impressionata dall'Odore acre dei Tubetti ad Olio ed i loro vividi Colori, che influenzeranno tutto il suo lavoro da Colorista, anche se passerà ad un Medium più rapido come l' Acrilico. Partecipa a varie Mostre come Artista del Gioiello dopo aver seguito la prima annualità presso lo IED Dipartimento di Moda, per poi volare in Inghilterra e Diplomarsi alla "Pardon School of Specialized Decoration" per passare a Ginevra per Studiare Scenografia Teatrale all' " Ecole de Decor de Teatre" per volare in USA a "RISD" la migliore Scuola di Design USA. Tornata in Italia frequenta i Corsi dell' Aura-Soma dell' ASIACT Academy Sience International of Color Tecnologies  e fonda un Piccolo Museo,  il MIAF, Museo, Italiano, Arte, Felina Piccoli e grandi Felini tra Arte – Natura e Curiosità - Ha esposto in diversi Spazi Museali in Italia e all' Estero.

Sabrina Faustini in arte Sabrì: Nata ad Alatri il 09/08/59 fin dall’infanzia ha dimostrato passione per il disegno , in seguito per la pittura e grazie ad un lungo esercizio nella pratica artistica e alla collaborazione con un gruppo di pittori guidati dal maestro d’arte "Benedetto De Santis dopo lunghi anni di “apprendistato di bottega “, ha affinato la tecnica pittorica e acquisito una sempre più accesa sensibilità e curiosità che alimentano la sua creatività artistica. Dal 96’ ha iniziato ad esporre in mostre personali e collettive presso gallerie ed enti pubblici in Italia ed all’estero , ottenendo ampi consensi di critica e pubblico , diversi premi e riconoscimenti. Di lei il maestro Benedetto De Santis dice :” Sabrina è stata sempre un’attenta osservatrice della produzione artistica dei grandi maestri del ‘900. Guardando e osservando ha maturato una sua concezione dell’arte che cerca di trasferire nei suoi quadri. Fondata su poche linee e ampie masse di colore spatolate, la sua pittura tende non a una mera rappresentazione degli oggetti , ma ad evocare o suggerire emozioni interiori in chi la osserva, ciò che conta è il risultato d’insieme e la sintesi narrativa . Le linee non si vedono i particolari scompaiono, il colore diventa protagonista immaginario. “Benedetto De Santis“

Sonia Mazzoli: Nasce a Roma il 30 dicembre del 67, inizia il suo percorso creativo giovanissima manipolando argilla in un ambiente familiare molto creativo che assieme al gusto del creare dal nulla le dà la spinta iniziale. Comincia realizzando gioielli per poi proseguire le sue sperimentazioni con disparati materiali come pietre dure, cartapesta , con una spiccata predilezione per il riciclo. Le sue principali fonti di approvvigionamento sono le discariche e la mania di conservare sempre tutto! Consegue il Diploma di Maestro d’Arte al Silvio D’Amico di Roma e frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma sez. Scenografia. Nel 95 è socia fondatrice di GARD Galleria Arte Roma Design.

Enrico Frusciante: Nato a Terracina, consegue la Maturità Artistica nel 1975 presso il Liceo Artistico Statale di Latina. Dopo il percorso di formazione in ambito artistico, Enrico Frusciante allestisce la sua prima personale a Latina nel 1986. In quella occasione presenta opere dal forte accento realista-fotografico. Oltre alla ricerca di una propria personale linea espressiva, inizia ad indagare sulle possibilità tecniche che il mezzo fotografico può offrire. Sulla scia di Man Ray e Luigi Veronesi, ma soprattutto di Louis Daguerre, inizia a disegnare con la luce direttamente sulla carta fotografica. Parte così la sua indagine sul reale e sulla realtà, sulle loro molteplici sfaccettature e punti di vista. Tra le sue serie più importanti si segnalano “Strutture” del 1989-90 e “Presenze” del 1991-93. La ricerca “Frammenti” ha inizio nel 1996 e continua fino al 2009. In questo anno il suo interesse si sposta sull’essenzialità e l’eleganza del carattere tipografico da stampa, ma successivamente considererà anche le forme e i colori in uso nella pubblicità o comunque presenti sulle riviste di moda e costume. E’ così che alla serie iniziale delle “Tracce” e quella successiva degli “Elementi”, sviluppate entrambe con l’uso del tradizionale mezzo pittorico, si affiancherà quasi subito la serie “Traccia di tracce”, che si avvarrà dell’immediatezza del mezzo fotografico, per fissare idee e visioni che potessero contenere al loro interno, il senso fisico di spazio e tempo mantenendo invariato l’oggetto dell’indagine e cioè i colori, le immagini ed i caratteri da stampa usati nella pubblicità dalle riviste di moda. Nel 2010 inizia a cercare collegamenti tra forme, immagini multimediali e quelle sino ad allora indagate della tradizione pittorica. Comincia così nel 2012 la serie “Interferenze” Le prime opere di questa nuova serie sviluppata con l’uso della fotografia saranno presentate nel 2013 in occasione della mostra Artitaly tenutasi nella Halle 50 della Domagk Ateliers di Monaco di Baviera. Da quel momento il suo impegno è volto all’indagine delle connessioni tra linguaggio multimediale e tradizionale.

Marisa Muzi: Nasce a Roma dove vive e lavora alternando esposizioni tra Lucca – Sulmona e Pettorano sul Gizio (AQ). Fino ai 30 anni vive tra gli artisti di Villa Sthrol Fern, frequenta gli studi d’Arte dei suoi insegnanti Marina Haas Palloni e Kristen De Neve. Per Marisa Muzi dipingere è l’essenza della vita, affronta dei temi che sono anche il suo percorso di vita , ed ecco tartarughe, bicchieri, volatili, elefanti ed orme, bambù, scimmie e cammelli non per altro donne, fiori e paesaggi, questi temi la portano ad usare diversi materiali, la carta smeriglio e il cemento negli elefanti, stoffe e carte per i bicchieri, garze scaiola per arrivare a materiali di estremo recupero, come avvolgere un quadro con del cellofan nelle “ Donne scienziato” e usare cristalli di bicchieri rotti per i suoi “ Bambù“. Le sue passioni sono la Pittura, lo Yoga e la Poesia.Le sue opere sono in collezioni private in Italia e all’estero.

Alessandro Pellegrini: Nato e cresciuto a Roma, Alessandro Pellegrini sviluppa già a 3 anni la passione per il disegno, anche su incoraggiamento della madre (anch'ella illustratrice). Si diploma presso il Liceo Artistico A. Caravillani di Roma e completati gli studi intraprende un percorso individuale che lo spinge ad allontanarsi dall'uso classico dei materiali, a favore di continue sperimentazioni in cui l'amore per il colore è sempre protagonista. La prima fase di rottura coincide con la sostituzione della matita con tagli e screpolature del foglio su cui giocano acquerelli e chine. Successivamente inizia ad usare materiali di riciclo come supporti per le opere e sorpreso dagli effetti del colore su essi, nel corso del tempo introduce anche nuovi materiali che si mescolano con il colore (bitume, cemento, polistirolo, plastica, gesso e altri), dando di fatto avvio ad una nuova fase che l'avvicina all'arte materica. Parallelamente, la continua esplorazione lo conduce, nel 2015, al progetto "Stampe ad acquerello": esso consiste nell’utilizzo di una tecnica innovativa in cui l'acquerello diluito viene immesso sul foglio attraverso dei fori sull'acetato, rendendo il colore molto più vivo e le sfumature caratteristiche. L’effetto è ottenuto secondo uno schema che Pellegrini realizza ponendo dei piccoli pesi al di sopra dell’acetato; in questo modo il colore viene impresso maggiormente in alcuni punti, creando peculiari sfumature e velature. Tutto ciò è dunque reso possibile tramite la deprivazione di ossigeno e la lenta asciugatura dell’acquerello, che aiutano a sedimentare i pigmenti diversamente. Recentemente è impegnato nell'ambizioso compito di far convergere tutte le precedenti esplorazioni in un nuovo stile dinamico, che mantenga un equilibrio tra i materiali e che onori, come sempre, il colore.

Giulia Pissagroia: Ho sempre coltivato una particolare inclinazione per le arti figurative in genere. Una passione che si è ben presto trasformata in qualcosa di più. Esprimermi con le immagini, con i colori, sperimentando stili e materiali, è diventata una necessità al punto che ho voluto farne una professione. Ho studiato prima architettura, poi mi sono diplomata in grafica pubblicitaria presso la Scuola Internazionale di Comics e ho lavorato per 10 anni come art director e grafica in una casa editrice. Oggi ho deciso di vivere appieno la mia passione dedicandomi esclusivamente a fotografia e pittura. Dal 2022 faccio parte del gruppo ASA Project, specializzato nella cura di progetti fotografici.
https://pissagroia.it/ - instagram: @giulia.pissagroia @g.p.streets

Roberto Saglietto: Maturità classica; laurea in economia politica; master in International management; laurea in conservazione dei beni culturali. Per undici anni occupato nel mondo della finanza internazionale come broker nel campo del mercato azionario e degli strumenti derivati, con base a Parigi, Copenaghen e Amsterdam. L'avvicinamento alla pittura avviene all'inizio degli anni 2000, con la contestuale presa di distanze dal settore finanziario, oramai ritenuto incompatibile con il percorso di vita e la maturazione di una diversa sensibilità. La produzione artistica, da subito, tende all'astrazione, senza però abbandonare, almeno inizialmente, i riferimenti figurativi: è il periodo dei 'paesaggi urbani'. Successivamente la pittura si distacca dai riferimenti visuali oggettivi e fluisce in composizioni aniconiche, la cui esecuzione spesso si struttura di sovrapposizioni pittoriche, ove gli strati e i motivi di sfondo ritornano o riecheggiano attraverso aperture o trasparenze. Sono anni di esclusiva produzione artistica, che non lascia spazio ad esposizioni, se non in forma strettamente privata. La produzione degli ultimi anni ha privilegiato la dialettica fra linee e strati pittorici che si alternano nel ruolo di sfondo e di copertura, dove l'astrazione, viene a toccare, a livello inconscio, la figurazione. Questa pittura vede, poi, nell'ultimo anno, una ulteriore evoluzione verso composizioni che stimolano la ricostruzioni di immagini secondo i modelli percettivi di ciascun osservatore.

Federica Scoppa: Artista di nazionalità italo-tedesca nasce e cresce a Roma.
Sin da bambina mostra una spiccata predisposizione per il disegno. A 30 anni si trasferisce all’estero e si dedica alla pittura. Dopo un decennio, di ricerca tecnica e artistica, rientra in Italia, inizialmente a Roma dove si iscrive all’Accademia di Belle Arti che frequenterà e nella parte conclusiva a Venezia dove consegue il diploma magistrale. Nel 2019 sostiene con successo gli esami di antropologia e psicologia.
Vive e opera a Venezia. Ha esposto in Italia e all’estero in mostre collettive e personali.
Sito: www.artef19.com , www.scoppafederica.com (in costruzione).
E-mail: artef19@yahoo.it, L’artista è presente su: Facebook, Pinterest, Instagram, Linked’in.

Vincenza Spiridione: Pittrice autodidatta fin dall’adolescenza, di origine lucana, vive e lavora a Roma. Dopo studi classici e giuridici, segue la propria inclinazione artistica conseguendo il diploma in scultura e pittura antica. Nel 2017 si laurea in Sacra teologia, a completamento di una formazione umanistica che traspare nella sua arte. Scrittrice ha pubblicato il romanzo “Se è Amore. L’antefatto”, primo di una trilogia (2020) e "Se è amore. Il conflitto" (2023). Da sempre si dedica alla poesia e composizione di brani musicali che esegue alla chitarra. Abilità tecniche ed esperienze in scultura e pittura Scultura: Modellato argilla, gesso, pietra leccese, siporex, poliuretano, polistirolo, plexiglass, gomma piuma. Formatura. Fusione a cera persa. Elementi di ceramica: ingobbio. Pittura: Tempera all'uovo, encausto, affresco; uso del pigmento per olio, acrilico, gouache su varie tipologie di supporto. Elementi di acquarello. Elementi di tecnica dell'icona. Abilità a disegnare manualmente opere di grandi dimensioni. La Spiridione rappresenta la propria visione della realtà attraverso un personale linguaggio figurativo che le consente di sintetizzare le forme, di plasmare la materia assecondandone potenzialità e caratteristiche, raggiungendo l’immediatezza del messaggio informale, con rimandi figurativi, simbolici e concettuali che valorizzano il segno. Nella scultura come nella pittura, la materia e gli strumenti a disposizione condizionano l’opera: le abilità tecniche e le qualità progettuali dell’artista costituiscono il mezzo per una comunicazione che trascende la realtà. Alla radice del suo lavoro originale sta il messaggio autentico e viscerale mirato a rappresentare contraddizioni e drammi del nostro tempo, in particolare il quello delle migrazioni dai paesi del sud del mondo, spesso in guerra. (rif Progetto UOMODOVEVAI). L’impegno nel sociale tende al superamento delle condizioni di sfruttamento ed annientamento dell’essere umano, affinché prevalga la cultura della Persona, sulla base dei valori della accoglienza, della giustizia, della pace e dell'Amore, unica risposta ai mali dell'uomo nel mondo "globalizzato".

Cenni Storici - Galleria Arte Roma Design: Nasce nel 1995, con la funzione di editore, promotore, produttore e distributore di Arte e Design Autoprodotto. Nel tempo le sono stati riconosciuti contenuti di particolare creatività e fantasia sia da Istituzioni Pubbliche sia dai media che hanno seguito sempre con grande interesse l’evoluzione della Galleria diventata un importante punto nevralgico per gli artisti emergenti, un punto di raccordo e sperimentazione. Negli anni, numerosi personaggi del mondo della pittura, del design, della poesia, del teatro e del cinema, si sono avvicinati alla Galleria collaborando con il suo staff in numerose iniziative. Dal 1997 GARD sceglie come ubicazione uno spazio di 600 mq. tra il Gazometro e la Piramide Cestia, ex zona industriale del vecchio porto fluviale di Roma; spazio multifunzionale che si presta periodicamente per esposizioni ed eventi di arte, design e cultura, affiancando attività di promozione a laboratori creativi dedicati alla manualità, dedicando una specifica attenzione alla sperimentazione di nuovi linguaggi artistici e all’utilizzo di materiali di recupero e riciclo. Il 20 ottobre 2011 la Galleria viene coinvolta nell’alluvione di Roma ed è costretta a chiudere. Ci vogliono tre anni per poter bonificare e riqualificare i locali, tamponare e far fronte ai molti danni, viene fatto un progetto e un intervento di riduzione spazi e nuova destinazione d’uso di alcune aree. GARD, ha saputo tuttavia far fronte, specie in questi ultimi anni, agli innumerevoli problemi insorti con la solita volontà e grinta che l’hanno sempre contraddistinta.

Cenni Storici : Soqquadro è un'associazione culturale che nasce nell'ottobre del 2000 e da allora ad oggi ha realizzato più di 150 mostre in spazi pubblici e privati, in Italia e all'Estero, collaborando con circa 500 artisti, pittori, scultori, fotografi, video artisti, performer, designer.

Dove: GARD Galleria Arte Roma Design - V. Dei Conciatori 3/i (giardino interno codice entrata 9090) M Piramide
Inaugurazione: Venerdì 20 Ottobre - dalle 18.30 alle 21.30 Degustazione : Art & Wine - Vini ed eccellenze enogastronomiche
Durata : Dal 20 Ottobre al 4 Novembre 2023
Orari: Dalle 16.30 alle 19.30 - dal lunedì al sabato - ( visitabile solo su appuntamento “ WhatsApp o Sms”)
Ingresso: libero - Info e Prenotazioni +39 340.3884778 - Info mail: soniagard@gmail.com


Materia viva

Dove: Csfadams

Quando: 19 ottobre 2023

Il Centro Sperimentale di Fotografia a cura di Luisa Briganti
Presenta

Materia viva di Gianluca Coppeto

Vernissage Giovedì 19 ottobre 2023 ore 19:00
In mostra dal 20 ottobre al 3 novembre 2023
Ingresso libero
“ Come foglie ci nutriamo della luce del sole e crediamo che non ci sia niente capace di farci ombra.
Come foglie resistiamo agli scossoni e ci aggrappiamo con le nostre forze, crediamo che nessuno potrà annientarle.
Come foglie ci abbandoniamo alla crudeltà fuori dal nostro controllo”.
Il progetto mette in relazione il corpo nudo e il tempo che scorre attraverso una grammatica naturale, attraverso una punteggiatura biologica, la texture di una foglia.La bulimia delle immagini che ci circondano e ci producono la percezione di falso tempo eternamente presente.
Nel saggio di Fontcuberta, “la furia delle immagini” si sottolinea come l’immagine non funziona più come portale per aprire lo spazio di un ricordo ma diventa fruibile solo al presente e poi viene quasi dimenticata.
Il nostro corpo, nella “post fotografia” è costretto a un eterno presente, la relazione corpo immagine tempo è negata o meglio sommersa.
Il progetto “Materia Viva” tenta di riportare al centro questo tema, rappresentando foto di corpi nudi che il tempo stesso altererà incidendo sui tessuti della foglia.
Un progetto trans-fotografico che si lega all’esperienza dell’arte informale italiana nella quale gli artisti sperimentano la capacità di esprimersi attraverso la materia introducendo materiali inediti ( legni, plastica, juta, metalli ).
Questi materiali diventano importanti, perché non sono dei mezzi ma coprotagonisti essi stessi dell’opera. Burri, artista fondamentale dell’Informale Materico, afferma che” i materiali non hanno importanza”. In realtà, il pittore intende dire che non sono i materiali di per sé ad avere significato quanto l’uso che di questi viene fatto.
L’uso della foglia per raccontare il tempo che passa è anche una tecnica che richiede essa stessa tempo ed attesa, perdita del controllo e gestione del fallimento, una vera rivoluzione nei nostri tempi di post produzione digitale.
In realtà anche allo spettatore è implicitamente richiesto un tempo di riflessione per andare oltre l’immagine ed entrare in queste piccole macchine del tempo








BIO
Ho intrapreso lo studio della fotografia circa 5 anni fa e sono sempre stato appassionato di arti visive e con una macchina fotografica in mano.
Credo che “scattare” sia una espressione di un profondo bisogno.
Qualche anno fa in un corso online di psicologia della fotografia chiesi al docente cosa ci spingesse a fotografare e a metterci in un punto di osservazione terzo rispetto all’azione.
Lui mi rispose che i fotografi amano la vita profondamente e cercano disperatamente di fermare il tempo e lottare contro l’implacabile dio Cronos.
Non hanno paura delle rughe o di invecchiare fisicamente, è il desiderio che spinge gli occhi verso il mondo.

Allora gli chiesi
“Perché a un certo punto un velista con i capelli sempre increspati di salsedine desidera uscire dalla scena e sceglie di salire sulla montagna a fotografare il mare solcato dalle vele al tramonto?”
“Credo sia un mestiere pericoloso il fotografo” mi rispose.
“Ogni volta che scatti sei sull’orlo del visibile e dell’invisibile, sei sulla linea d’ombra del tuo subconscio”.

In verità anche solo il tentativo di muoversi al di là di quella linea mi ha reso un uomo più consapevole e più libero.

Studi:
Attualmente studio presso il Centro Sperimentale di Fotografia Adams di Roma
Sono stato allievo del fotografo Mario Guerra e del reporter Paolo Sollazzo
Ho seguito i corsi più tecnici presso la scuola Graffiti di Roma ed ho approfondito studio della composizione con Salvatore Sanna, della street photography con Stefano Mirabella e continuo a seguire numerosi corsi di fotografia contemporanea, ad esempio con Luca Panaro o Matteo Cremonesi presso la scuola di fotografia di Sarzana , Spazi Fotografici.
Inoltre con Simone Spoladori docente al corso di Design della comunicazione allo IED di Milano ho approfondito gli aspetti legati alla relazione tra immagine e psiche.

Premi:
Finalista al premio d’arte ARTKEYS 04 nel 2022 con “like a gold fish”
Monochrome Award 2021 – Terzo Posto per “Acrobat Spirits
Monochrome Award 2021 – Honorable Mention per "Floating People"
Minimalist Photography Award 2020 - Honorable Mention per "Blues Water"
TIFA 2020 - Advertising/Travel non Professional - Honorable Mention per "Amali Yellow"
BIFA 2020 People/Children Non Professional - Honorable Mention per"The Spirit of Knowledge"
Creative Photo Awards competition 2021 - in Short List for "Obsession"
Manifesti d’artista. 1522 – Roma per le donne. Un evento attivo dal 07/12/2020 al 10/1/2021 Finalist for "Non basta Archimede"
Partecipazione al collettivo per la realizzazione del libro “Covid 19, immagini da un anno buio” che ha vinto il premio silver del MIFA 2021 (Moscow International Foto Awards), l’Honorable Mention del PX3 2021 (Prix de la Photoghraphie Paris) il Terzo premio dell’IPA (International Photography Awards)

www.pataturc.com
Ig: gianluca_cop_ph


La mostra si svolge nei locali del
Centro Sperimentale di Fotografia in collaborazione con Kromart gallery
In via Biagio Pallai 12 – Roma
info@csfadams.it 3385785977 – 065344428
Dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00
Sabato su appuntamento – ingresso libero


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